Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: mercoledì, 12 ottobre 2011 - 15:45:18

Professione candidato

Un blog libero, per dare voce a quanti stanno vivendo... "da candidati"!


Scritto il: mercoledì, 20 febbraio 2013 - 09:57:36

# Requisiti per lavorare come top-commessa

Spesso si pensa al lavoro della commessa come a un lavoro di ripiego, ma non è proprio così e non è sempre così.
Ci sono aziende, tipo i grandi marchi della moda, dove i requisiti richiesti ad una commessa sono di uno standard piuttosto elevato.
Vediamo più da vicino quali sono i requisiti per una top-commessa.

1) Sembra scontato dirlo, ma meglio specificarlo… ovviamente occorre avere una predisposizione alla vendita. Se una odia il mercato, sarebbe meglio si dedicasse ad altro.
Inoltre bisogna che il prodotto che si vende piaccia. Se è vero che una venditrice dovrebbe saper vendere qualsiasi cosa, certamente però vende meglio ciò che le piace piuttosto che ciò che non le piace.

2) La bella presenza è indispensabile per una top-commessa, inutile fare rivendicazioni di sorta. Se vendi Moda si sa che l’apparenza è importantissima.
Vero è che una commessa non è una modella, però deve essere carina, vestita elegante o comunque con abiti trendy, truccata bene e con sobrietà, che indossi gli accessori giusti (orecchini, collane, braccialetti, scarpe, borsa), ecc. Insomma, una bella presenza che si noti e che sia più che piacevole alla vista.

3) È importantissimo che sia educata, cortese, gentile, disponibile, paziente e competente; che sappia addirittura anticipare i gusti del cliente proponendogli il prodotto che più potrebbe piacergli. Insomma, deve essere anche un po’ psicologa o comunque molto sensibile. Non deve farsi saltare i nervi se il cliente le fa tirare fuori dieci abiti negli ultimi dieci minuti dall’orario di chiusura e soprattutto non deve mai rispondere in modo sgarbato.
Deve imparare a stamparsi un bel sorriso sul volto da sfoggiare sempre, anche quando ha la luna storta o c’è il cielo coperto o il ragazzo l’ha appena lasciata. Non sono accettate lune e musonerie in negozio.

4) Una top-commessa deve parlare l’inglese come fosse la sua seconda lingua. Se conosce anche francese e spagnolo meglio. Se poi conosce il cinese o il giapponese è perfetta.

5) Deve avere spiccate capacità organizzative. Se siete disordinate di natura e se del disordine creativo ne fate un vanto cambiate strada. L’organizzazione riguarda sia il modo in cui trattate i prodotti, i turni e il personale, nonché la vostra vita privata. Non sono accettati ritardi perché avete perso l’autobus o perché avete un impegno familiare nell’orario di lavoro. Il lavoro prima di tutto. Dovete sapervi organizzare fuori e dentro. Quando siete in negozio dovete avere occhio per le cose da fare e farle senza pigrizia, anticipando gli stessi ordini della responsabile di negozio. Tenete conto che un giorno potreste essere voi al suo posto e per poter esserlo dovete dimostrare di sapere organizzare innanzitutto il vostro lavoro.

6)  Sono richieste anche nozioni base di contabilità per gestire la cassa, le fatture e la compilazione dei registri contabili.
Inoltre dovete avere un minimo di conoscenze informatiche, per esempio, se dove scrivere delle mail, compilare liste o tabelle, fare delle ricerche nel web, ecc.

Come  potete vedere, fare la top-commessa non è un lavoretto da nulla, occorre essere preparate, predisposte e competenti in molti aspetti. È un lavoro impegnativo sia a livello mentale che a livello fisico ed è impegnativo anche a livello di disponibilità di orari. Spesso capiterà che dobbiate fare turni domenicali e nei giorni di festa e la vostra vita privata ne risentirà sicuramente.
Se pensate di avere i requisiti e se per voi il lavoro è tutto, allora non mi resta che augurarvi buona fortuna!

Elisa Sanacore


Scritto il: martedì, 19 febbraio 2013 - 21:34:42

# Annunci di lavoro, occhio alle truffe

Il miraggio di un posto di lavoro a volte fa perdere la bussola a chi lo sta cercando, facendolo cadere in un raggiro. Per ingenuità, o più spesso per disperazione, si accettano lavori che promettono grandi guadagni e poco impegno. Oppure si risponde ad annunci che hanno il solo scopo di raccogliere dati personali. 

L’Adiconsum e Movimento difesa del cittadino all’interno di un progetto del Ministero del Lavoro, hanno stilato una rassegna della casistica più frequente delle frodi che si nascondono dietro ad annunci di lavoro. La ripropongo, per la serie: meglio prevenire che curare. 

Lavoro a domicilio. Vengono promessi grandi guadagni per l’assemblaggio e/o il confezionamento di prodotti, dietro pagamento delle spese di invio del materiale da utilizzare, che spesso il candidato non riceve.
Vendite porta a porta. Vengono richiesti versamenti per poter iniziare a lavorare cui non segue alcun contratto di lavoro, né tantomeno prodotti da vendere.
Servizi telefonici a pagamento. Non si ottiene alcun contratto di lavoro. L’annuncio ha l’unico scopo di far sì che chiami il maggior numero di persone possibile.
Banche dati. Vengono promessi colloqui di lavoro dietro inserimento, a pagamento, dei propri dati personali in ipotetiche banche dati di aziende.
Corsi di formazione. Vengono promessi posti di lavoro dietro iscrizione e/o frequenza di corsi di formazione, senza mantenere poi la promessa.
Borse di studio. Coprono solo una parte del costo completo del corso, che resta a carico dello studente. Inoltre i titoli rilasciati al termine dei corsi spesso non hanno alcun valore nel mondo del lavoro.
Book fotografico. Vengono promessi contratti strabilianti nel mondo dello spettacolo, a patto che si commissioni un book fotografico per il quale sono richieste cifre intorno ai 1000 euro, cui non segue alcuna offerta di lavoro.
Associazione in partecipazione. Forma di raggiro che colpisce soprattutto le donne. Chi risponde all’inserzione dopo una serie di colloqui firma un contratto che crede sia un normale contratto di lavoro, ma in realtà è un contratto di associazione in partecipazione con compensi molto bassi e senza contributi.
Falsi periodi di prova. Con il miraggio di una futura assunzione, i giovani sono indotti a lavorare per mesi per compensi irrisori ed orari durissimi. Una volta terminato il “tirocinio”, l’azienda chiude e si sposta altrove.
Trasferimento di denaro. Il lavoro consiste nel mettere a disposizione il proprio conto corrente per il transito di denaro. Una volta ricevuto il bonifico, si trattiene solo la percentuale pattuita come compenso, ed il resto si trasferisce secondo le istruzioni ricevute. Il problema è che quei soldi sono il frutto di attività illecite: collaborare al loro trasferimento significa rendersi complici di un reato!
Catene di Sant’Antonio e marketing piramidale. L’offerta di lavoro consiste nel diventare soci e procacciare a propria volta nuovi soci, facendo sottoscrivere contratti simili al proprio. Quest’attività è illegale in Italia, perché non rivolta alla vendita di beni o servizi, ma di reclutamento di utenti. 
Documenti da firmare. Un’altra forma di frode può essere rappresentata da quei documenti sottoposti dal datore di lavoro alla firma del proprio dipendente contenente dichiarazioni di rinuncia ai propri diritti o a qualsiasi altra pretesa o rivendicazione. Tali documenti, infatti, sono validi solo se contenuti in accordi scritti stipulati ai sensi del Codice di procedura civile, siglati o in sede sindacale o dinanzi a un funzionario della Direzione provinciale del lavoro.

Sabrina Maio
 

Scritto il: lunedì, 18 febbraio 2013 - 10:11:21

# Professione blogger. Si può guadagnare con un blog personale?

Internet ci ha dato l’illusione di poter diventare tutti giornalisti o pubblicisti. Internet ci ha dato anche l’illusione di poter guadagnare scrivendo per il proprio blog. Ma come è veramente la situazione?
La realtà è molto diversa dalla fantasia. Innanzitutto dobbiamo ricordarci che l’Italia non è l’America, là, oltreoceano, ci sono casi di giovani e meno giovani che riescono a guadagnare bene con l’attività di blogging. Un blogger americano ha potenzialmente un bacino di utenti di milioni di persone, un blogger italiano si attesta sul centinaio di migliaia… e non sto dicendo solo per il proprio blog, sto dicendo in generale, cioè la popolazione italiana che ha accesso a internet e che frequenta la rete regolarmente. Di queste centinaia di migliaia solo poche migliaia visiteranno il vostro blog, magari per pochi secondi o minuti, e solo alcune centinaia lo frequenteranno saltuariamente, qualche decina di affezionati, invece, lo frequenterà regolarmente.
Voi capite che con poche decine di visitatori regolari e qualche centinaio (se va bene) di visitatori saltuari non si può guadagnare molto.

Ma quali potrebbero essere le fonti di guadagno in internet? Beh, la fonte principale si dice sia la pubblicità, quella gestita da Google AdSense. Ora, rispondete sinceramente, quante volte avete cliccato su una pubblicità AdSense? Io personalmente pochissime volte in tanti anni che frequento la rete, ma io non sono un caso raro, le pubblicità AdSense sono poco cliccate da tutti e quindi il guadagno che si potrebbe ricavare da esse è esiguo.
Per guadagnare seriamente con la pubblicità occorre che prendiate contatto direttamente con le aziende per vendere uno spazio pubblicitario sul vostro blog; ma per fare questo dovete dimostrare all’azienda che il vostro blog ha un numero di visitatori sufficientemente alto da giustificare un investimento pubblicitario. Per numero sufficientemente alto si intende almeno 10.000 visitatori unici al mese.
Una quantità simile in Italia la raggiungono solo pochissimi blog/siti e sono quelli che hanno alle spalle già una struttura editoriale, tipo il Corriere, Repubblica o altri di questo livello. Oppure, a livello personale blog tipo quello di Grillo, che però è un tipo di blogging diverso rispetto a quello di tipo strettamente personale; oppure il blog di Gad Lerner, che è presente su La7 tutte le settimane e anche lui non è un semplice blogger; oppure altri minori, ma abbastanza conosciuti.
Ma allora, se voi siete solo volonterosi e appassionati, avete qualche speranza di fare attività di blogging a livello professionale e guadagnarci?

Se decidete di portare avanti la vostra attività/passione in proprio dovete sapere che internet non basta, occorre che facciate anche attività offline. Voglio dire, se siete appassionati di spettacoli/eventi, non basta scrivere recensioni di film o biografie di attori e musicisti o altro; occorre che vi facciate vedere personalmente agli eventi e parlarne in prima persona, occorre che prendiate contatto con alcuni personaggi in vista, magari proponendogli un’intervista e cose di questo genere. Insomma, dovete dare la sensazione che le cose che dite nel blog non siano semplicemente scopiazzate qua e là, ma siano notizie di “prima mano”.
Un’informazione originale, scritta bene dal punto di vista linguistico, ad alto contenuto informativo, contribuirà ad aumentare la vostra credibilità e se siete veramente bravi a diventare degli esperti su quell’argomento.
Inoltre, dovrete avere anche un minimo di nozioni tecniche, per esempio, conoscere i criteri di indicizzazione per i siti.
Infine, non basta proporre dei contenuti originali, non basta essere posizionati bene nei motori di ricerca, dovete anche coltivare la parte sociale, quella dei social network, Facebook e Twitter, in primis, perché è attraverso questi che potrete pubblicizzare il vostro blog a costo zero e stabilire dei contatti più personali con i vostri fans o followers e, nel tempo, sperare di “fidelizzare” i vostri visitatori/fans/followers.

Bene, ma ora vi starete chiedendo dove sta il guadagno in tutta questa attività? Ovviamente per guadagnare occorre vendere qualcosa.
Prima abbiamo accennato alle inserzioni pubblicitarie di Google AdSense, ma potete anche puntare sui programmi di affiliazione. Ci sono aziende o agenzie che gestiscono le affiliazioni per più aziende che creano dei programmi di affiliazioni rivolti ai blogger. Non approfondiremo qui il tema affiliazione, sappiate solo che è un sistema che permette di guadagnare una percentuale sul prodotto venduto; l’azienda o l’agenzia vi fornisce dei banner di prodotti o servizi che voi andrete ad inserire nel vostro blog, se i vostri visitatori acquisteranno il prodotto o il servizio pubblicizzato a voi verrà versata una percentuale. Su quanto remunerativo sia questo sistema io ho i miei dubbi, ma tutto dipende dall’argomento del vostro blog, dal livello di credibilità che ha ottenuto e dal numero di visitatori… nonché dalla serietà dell’azienda o agenzia che gestisce l’affiliazione, perché voi non avete modo di controllare se il prodotto verrà acquistato.
Un modo diretto di guadagnare è quello di vendere qualcosa di vostro. Per esempio, potete scrivere un manuale o una guida inerente all’argomento di cui tratta il vostro blog e venderlo come ebook, oppure proporre dei servizi, delle consulenze, oppure scrivere articoli per altri siti facendovi pagare e non solo per avere visibilità.
In conclusione, diciamo che è possibile fare il blogger come professione, ma per diventare veramente un blogger professionista dovete impegnarmi molto, dedicare molto tempo e molte energie… insomma, non è un’attività che si fa solo per passatempo alla sera, ma un vero e proprio lavoro che si fa dal mattino alla sera, tutti i giorni, spesso festivi compresi.

Elisa Sanacore


Scritto il: lunedì, 11 febbraio 2013 - 21:31:04

# Arrivare preparati al proprio momento di gloria

E’ stata la giornalista italiana dell’Ansa Giovanna Chirri a dare per prima al mondo la notizia delle dimissioni del Papa. Ha tradotto dal latino all’italiano ‘all’impronta’ (cioè ‘in simultanea’) il messaggio letto da Benedetto XVI e al volo ha comunicato lo scoop. 

Il mondo ha saputo subito grazie a lei che stava accadendo un evento di portata storica. 

E’ da decenni che fa questo mestiere, conosce perfettamente il settore per cui scrive, padroneggia gli strumenti necessari per farlo. 
Dunque, è preparata. E’ competente. E’ costante. Sa fare il suo lavoro. E oggi è arrivato il suo momento di gloria professionale, ma non è arrivato per caso. 

La sua non è stata ‘fortuna’. Non si è trovata solamente al momento giusto al posto giusto. 
 
Il tutto e subito, l’improvvisazione, la botta di …. possono far raggiungere un momento di notorietà, che però non vuol dire automaticamente ‘credibilità’ e 'professionalità'. Queste si costruiscono nel tempo, con determinazione, costanza, preparazione e allenamento.
Aggiungerei anche passione. 

Chi non vorrebbe avere il proprio momento di gloria professionale? Magari anche per qualcosa di meno storico, ma che permetta di essere orgogliosi di se stessi?

Sabrina Maio 
 
 

Scritto il: mercoledì, 6 febbraio 2013 - 21:22:02

# Diventare cuoco. Pardon, chef

Vuoi diventare ricco e famoso? Diventa chef e vai tv. Se non vuoi andare in tv perché non fa per te, prova comunque a diventare chef. Che poi, chef… Il termine francese fa figo, però cuoco rende di più l’idea. Ecco, diventa cuoco. 

Il campo della ristorazione, soprattutto in Italia, sembra offrire notevoli opportunità di lavoro anche in un momento di crisi. Ci sono dei dati che arrivano dagli Stati Uniti che confermano la tendenza, negli States come in Europa.  
In un’intervista riportata sul sito Luciano Toia, direttore didattico di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno, in provincia di Parma, afferma che quella del cuoco è “una professione che ha il pregio di essere necessaria anche perché la macchina non potrà mai sostituire la mano dell’uomo”. 

Cosa serve per diventare chef? Gli chiedono. Umiltà, capacità di confrontarsi con gli altri e predisposizione allo studio. Non solo abilità ai fornelli, ma anche capacità manageriali e di gestione delle risorse umane. Lui risponde. E di sicuro preparazione perché “entro il 2018, chi indossa il grembiule sarà in possesso almeno di un diploma di scuola superiore, mentre i cuochi con un master o un diploma di laurea rappresenteranno il 15% del totale”.
Se volete fare le cose sul serio e prepararvi per questa professione ci sono vere e proprie scuole in tutte le città d’Italia. Per una panoramica date un’occhiata qui.

E se non volete fare proprio i cuochi, ma la cucina è la vostra passione e vi piacerebbe trasformarla in lavoro ‘fate’ i corsi. Soprattutto nel Nord Italia hanno un gran successo. Curiosate in questo sito e scoprirete che potreste aprire una vostra attività in franchising e insegnare a far da mangiare. Io ho partecipato a due corsi, cucina veloce e dolci monoporzione, e vi assicuro che piacciono molto. Gente di tutte le età, donne e uomini indistintamente che pagano per veder cucinare dal vivo e imparare a fare qualcosa di nuovo (o imparare, e basta!).

Certo, se volete diventare il nuovo Alessandro Borghese, il famoso chef che fa programmi di cucina su Realtime e Sky ormai diventati cult, o la nuova Benedetta Parodi, che fa altrettanto su La7 e sforna libri stravenduti, dovete prepararvi. Alla fama, perché in ogni caso non farete mai la fame!

Sabrina Maio