Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: mercoledì, 12 ottobre 2011 - 15:45:18

Professione candidato

Un blog libero, per dare voce a quanti stanno vivendo... "da candidati"!


Scritto il: lunedì, 7 gennaio 2013 - 12:00:57

# 2013. Il mondo dell'astrofisica

Nel primo articolo di questo nuovo anno come non parlare della scampata Fine del Mondo? Le profezie maya si sono rivelate non corrette… che poi, c’era da immaginarselo.
Eppure la Fine del Mondo verrà di sicuro, ma diciamo “tra 5 miliardi di anni, quando cioè il nostro Sole finirà la scorta di idrogeno che gli serve per “risplendere”,  ma prima della sua fine esso si espanderà diventando una gigante rossa, che ingoierà Mercurio e Venere e brucerà la Terra. Del Sole resterà solo un nocciolo centrale (una cosiddetta nana bianca), il quale impiegherà altri miliardi di anni prima di raffreddarsi”.  Questa è la tesi supportata scientificamente dall’astrofisica italiana, Margherita Hack.
Nel frattempo l’umanità come può prepararsi a questo evento astronomico catastrofico? Prima dovremmo chiederci come l’Umanità sopravvivrà a se stessa, visto che l’essere umano sta facendo di tutto per autodistruggersi… ma questo è un altro argomento. Ora, torniamo nella sfera astronomica.
Sicuramente qualcuno/a di voi sarà appassionato di stelle e magari passa ore con il naso all’insù per guardare il cielo o si fa affascinare dalle pellicole di fantascienza o da libri che raccontano storie di avventure nello spazio.
A voi appassionati del Cielo vorrei suggerire alcuni siti/Istituzioni dove potete trovare informazioni e opportunità di lavoro qualora vogliate trasformare la vostra passione in professione.

A livello nazionale segnalo:

Il primo che vi indico è il sito dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Qui trovate informazioni generali di astrofisica, astronomia e planetologia, nonché i bandi e le opportunità di lavoro.

Importante è The Galileo Galilei Institute of Theoretical Physics ad Arcetri, Firenze, il quale organizza importanti workshop ed è strettamente collegato all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Sul sito sono indicate strutture, progetti, esperimenti e opportunità di lavoro.

L’Istituto Italiano di Tecnologia  è una Fondazione che intende promuovere lo sviluppo tecnologico e la formazione avanzata del paese.

A livello internazionale segnalo:

L’ESA, Agenzia Spaziale Europea, è un'organizzazione intergovernativa dedicata alla esplorazione dello spazio, attualmente con 20 Stati membri. Fondata nel 1975 e con sede a Parigi.
Il programma spaziale comprende il volo spaziale umano, principalmente attraverso la partecipazione al programma della Stazione Spaziale Internazionale.

Voglio segnalare anche l’International Center for Relativistic Astrophysics Network al quale partecipano attualmente l’Italia, la Città del Vaticano, l’Armenia e il Brasile. Importanti sono i meeting organizzati a livello internazionale e i corsi Erasmus ai quali è possibile partecipare.

Elisa Sanacore


Scritto il: mercoledì, 19 dicembre 2012 - 14:47:49

# DRESS CODE: stile gotico al lavoro

Il Gothic è considerato una subcultura, esso nasce negli inizi degli anni Ottanta in Inghilterra, traendo spunto da complessi musicali gothic-rock e post-punk.


Ma lo stile gotico non è inerente solo al mondo musicale, esso ha invaso anche il mondo della moda, o almeno una parte di essa, il mondo della letteratura, del cinema, ecc.  Esso è diventato un genere a sé e si è poi diversificato in sottogeneri: emo-goth, cyber-goth, soft-goth, vampire-goth, lolita-goth, dark medievale, ecc.


Il colore di ordinanza è il nero, al quale si può aggiungere il bianco, il rosso e il viola.


L’abbigliamento goth al femminile comprende gonnellone ampie spesso ricamate con pizzi e merletti tono su tono, corsetti rigidi, cappellini, trucchi neri pesanti, fondotinta bianco puro, abiti in pelle, cappotti lunghi e pesanti, stivaloni, ecc.


Nell’abbigliamento goth al maschile troviamo pantaloni aderenti di pelle nera, giubbotti semplici o borchiati, cappotti lunghi e pesanti, cappelli, nastrini neri al posto della cravatta, polsiere con borchie, ecc.


Questo tipo di abbigliamento è molto eccentrico e aggressivo ed è raro incontrare per strada ragazzi o ragazze che lo indossano nella versione hard (anche se qualche volta mi è capitato); solitamente il gothic style è riservato alle feste a tema, a raduni esclusivi, a circoli dedicati.


Ma è possibile utilizzare lo stile gotico sul posto di lavoro? Purtroppo no, a meno che voi non troviate lavoro in qualche azienda di tipo “creativo”, che so tipo nel mondo della moda, del design, dell’arte in generale, ecc. Ma anche in questi ambienti più avanzati non sempre è gradito il gothic-style estremo.


Un abbigliamento classico nero è già più accettabile socialmente, ma anche qui senza esagerare, nel senso che se per 365 giorni all’anno (beh tolti i festivi e le ferie) vi presentate in ufficio con completo nero e camicia nera, come minimo vi prendono per fascista più che per un gothic-chic; e lo stesso vale per una donna… l’abito nero è simbolo di eleganza, ma piuttosto alla sera, non al mattino alle nove.


In conclusione, gli appassionati dello stile gotico dovranno limitarsi molto nell’espressione di sé sul luogo di lavoro. È un’ingiustizia? No, è una convenzione. Facciamocene una ragione.


Elisa Sanacore


Scritto il: martedì, 18 dicembre 2012 - 09:50:12

# Lavoro e differenze di genere, cosa fare?

E se fossero le donne la soluzione per far uscire l’Italia dalla crisi? Potrebbe sembrare un boutade, e invece l’ipotesi ha delle fondamenta. Lo afferma infatti l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nell’ultimo rapporto presentato in questi giorni sulla disparità nel mondo del lavoro fra uomini e donne: una maggiore presenza femminile nel mercato del lavoro permetterebbe di aumentare il prodotto interno lordo dell’Italia dell’1% all’anno. Buttiamolo via in un periodo difficile come questo…

In Italia è ancora molto alta la disparità di genere nel mercato del lavoro: su 34 Paesi che fanno parte dell’Ocse e che sono stati presi in esame, ci piazziamo al 32° posto nella classifica delle presenze, il 51% contro il 65% della media. Dietro di noi solo Turchia e Messico.

Le donne ottengono migliori risultati negli studi rispetto agli uomini e hanno un tasso di scolarità elevato (lo dicono le statistiche). A parità di lavoro guadagnano però di meno (anche qui lo dicono i numeri). Sono inoltre più penalizzate quando si tratta di entrare o rientrare nel mercato del lavoro: a colloqui chiedono anche se si hanno figli e se si è intenzionate a farne.  E qui a seconda della risposta si rischia anche di perdere più punti che sulla patente per aver superato un limite di velocità.

O anche quando il lavoro c’è può capitare di essere licenziate perché in attesa di un bebé. Leggete la  storia di Cathy che ha deciso di far causa all’azienda ed ha ottenuto non solo il reintegro nel posto di lavoro, ma anche un considerevole risarcimento per discriminazione di genere.

Cosa si può fare per ridurre questo divario? In linea teorica lo sanno tutti, in pratica non riesce a farlo nessuno.

‘L’ostacolo’ per le donne è rappresentato dal fatto che sono loro ad occuparsi principalmente anche dei figli, della famiglia e anche delle necessità della rete famigliare.  Bisognerebbe migliorare le politiche per la famiglia e incentivare una maggiore partecipazione degli uomini al lavoro domestico. Così facendo, uomini e donne, quindi, “indipendentemente dallo status della famiglia o dal livello di reddito, dovrebbero trovare un equilibrio casa-lavoro soddisfacente” (lo dice l’Ocse) e anche l’economia ringrazierebbe.

Sabrina Maio


Scritto il: giovedì, 13 dicembre 2012 - 10:33:58

# Merito e competizione a scuola e sul lavoro

Il merito e la competizione vengono considerati elementi fondamentali. Ma fondamentali per cosa?
L’attuale Ministro all’Istruzione, Profumo, ha proposto una riforma, ma più che riforma è una sorta di “correttivo concettuale”, che vorrebbe valorizzare il merito degli studenti affinché questi possano essere più competitivi a livello globale.
Le proteste sono arrivate puntuali da studenti e insegnanti. Così come sono arrivate le proteste anche per l’innalzamento delle ore per gli insegnanti.
E quindi, che fine ha fatto la riforma, o per meglio dire, il “correttivo concettuale”? Nulla di fatto. Con la crisi di governo dei giorni scorsi tutto finisce nel fascicolo “buone intenzioni”.

Ma queste buone intenzioni, delle quali, tra l’altro, si dice che proprio la strada per l’inferno sia lastricata di buone intenzioni… e lo diceva il caro e vecchio Marx, quello che fa tanta paura ai liberisti e  conservatori…. insomma, queste buone intenzioni erano poi così buone?

Non molto a parere di Giuseppe De Rita, presidente del Censis, il quale, nel libro Fenomenologia di una crisi antropologica  parla anche della Scuola: “Nella scuola l'unica via di salvezza è la capacità relazionale fra insegnanti e alunni, non certo la valutazione in base ai test, non certo quella dell'aumento della competitività dei ragazzi, non quella di sostituire la vecchia logica della formazione. (…) L'anima scolastica oggi è un'anima morta: tutto quello che cerca di sostituirla – il merito, la valutazione, il profitto, la competitività, le nuove materie di insegnamento – sono tutte pezze a colore, perché l'unica salvezza della scuola è nell'aumento della relazionalità.
Parole chiare e severe che fanno riflettere, non c’è dubbio.

Sul piano del lavoro, abbiamo avuto il nostro attuale dimissionario Presidente del Consiglio Monti che per un anno ci ha ripetuto che l’Italia per crescere deve puntare su merito e concorrenza.
Ma che fine hanno fatto i buoni propositi di Monti? Solo parole, molti sacrifici e nulla di fatto per la crescita.
Sembra proprio che il nostro Paese, per un motivo o per un altro, non sia terreno fertile per il merito e la competizione/concorrenza.

Mi è capitato di leggere un articolo interessante dal titolo Spionaggio al femminile (editoria e competizione) scritto da Sara Pinotti all’interno del suo blog sul sito di Lettera 43.
Sara così si presenta: “Nata a Milano, cresciuta in provincia. Esemplare rappresentante dei giovani umanisti con poche speranze professionali in Italia, tutti stage a rimborso spese e contratti a progetto (se va di lusso). Ma anche inguaribile cronista che ha deciso di tornare all’università nella terra di Harry Potter. Proprio per vedere cosa c’è dietro l’abusatissima formula magica: studiando all’estero è più facile trovare lavoro. Soprattutto se l’obiettivo è imparare a fare libri e giornali”.

Si potrebbe dire che è una dei nostri giovani, intraprendenti, avventurieri, speranzosi e poco choosy. Ma cosa ha trovato nella Terra dove il merito fa da padrone? Vi invito a leggere tutto l’articolo, qui riporto solo alcuni stralci:
“L’editoria è un business. E l’obiettivo è far soldi.
Me lo ripetono da quando sono arrivata in questo master oxfordiano. La logica che sta dietro queste parole mi sembra lontana da quanto ho studiato in Italia, sull’editoria. (…)
Perché l’estrema disponibilità dei docenti richiede un alto impegno degli alunni. E questo è giusto. Trovo meno sana, invece, l’indole competitiva di cui la maggior parte dei miei compagni di corso (delle - che siamo quasi tutte donne) si è armata fin dal primo giorno di lezione.
Si parla di 21-22 enni con nessuna o poca esperienza lavorativa in mano, pronte a sgomitare fino a buttarti giù dal più alto dirupo di Sparta (o, più verosimilmente, dalla più elevata costiera irlandese). (…) Ordine, obiettivi, controllo sugli altri. Competizione. Sono queste le parole chiave delle giovani, inglesi e non, con cui ho a che fare. (…)  Vi sembra davvero il caso di mettersi a fare spionaggio per il progetto all’università? E quella perfidia lì, cui siamo state educate ad abituarci non appena abbiamo avuto a che fare con il mondo del lavoro, perché basta una maternità per venire tagliate fuori… quell’agonismo lì, secondo voi, è normale?”.

In questo articolo, scritto da una donna, c’è ovviamente anche l’aspetto Rosa della questione… eh già, prima o poi l’essere donna si scontrerà con la questione merito, una “zavorra” in più che le donne hanno nell’affrontare questo mondo globale dove vige merito e competizione.
Ma questo è un altro argomento che affronteremo un’altra volta.

Elisa Sanacore


Scritto il: mercoledì, 12 dicembre 2012 - 10:10:39

# Professioni più richieste negli USA. Meglio essere pronti anche qui

Quali saranno le professioni più richieste nel 2013 negli Stati Uniti? Ce lo fa sapere la rivista Forbes
che ha stilato la classifica con la top ten. Anche se non pensate di trasferirvi negli USA, vale la pena buttare un occhio un po’ più in là, pure se di ‘qualche’ migliaio di chilometri. Le tendenze degli USA prima o poi arrivano anche da noi, meglio essere pronti.

Ottime possibilità d’impiego per gli sviluppatori di software soprattutto i laureati in ingegneria o informatica. Interessante lo stipendio annuale medio per questi professionisti, che è di 90.500 dollari... Se fate la conversione in euro sono
In questo ruolo solo nel 2012 ruolo hanno trovato occupazione 70.872 persone. Le aziende stanno infatti puntando sull’innovazione, l’informatica, la tecnologia mobile e i social media. Per questo stanno andando alla grande anche gli sviluppatori web e gli amministratori di reti e sistemi informatici.
Sempre i laureati in ingegneria o informatica hanno buone possibilità per diventare analisti di sistemi informatici: oltre 26mila in più negli ultimi due anni e si prevede un ulteriore incremento. Molto richiesti negli USA gli ingegneri: quelli meccanici per l’innovazione dei macchinari e gli industriali, soprattutto perché, a quanto pare, la grande distribuzione resiste alla crisi, la produzione di prodotti dall’alimentare all’home care continua a dare buoni risultati e perciò diventa necessario trovare sempre nuove soluzioni. Per entrambi una crescita del 6% in meno di due anni.
I professionisti nel settore dell’analisti di mercato e marketing specialist sono invece quelli che negli ultimi anni sono aumentati di più e che continueranno il trend positivo anche il prossimo anno. 
E’ richiesta una laurea in materie economiche, a volte anche un master, ma perlopiù capacità matematiche e di analisi. Il guadagno medio annuo per queste posizione è di 60.500 dollari.
Più o meno stesso compenso annuo anche per i contabili e revisori dei conti, coloro che preparano bilanci e rendiconti finanziari, e si assicurano che le tasse vengano pagate adeguatamente e in tempo, figure sempre più cercate dalle aziende, così come gli agenti di commercio, in particolare nell’ambito delle vendite all’ingrosso e nelle industrie manifatturiera, tecnica e scientifica.
Strano a dirsi, in un momento in cui anche il mercato del lavoro è in crisi, ma sono diventati molto richiesti specialisti in risorse umane.

Sabrina Maio