Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: venerdì, 21 ottobre 2011 - 14:59:48

Il form e' uguale per tutti

   Oggi vi racconto di un mio amico.

Over 45, brillante, poliedrico, una di quelle persone con tanti interessi che le scopri davvero preparate su tutto e con competenze anche lontanissime dal loro ambito professionale prevalente.

In tempi non remoti ma diversissimi da quelli attuali, entra nell’Azienda italiana per eccellenza e ci passa un quarto di secolo, prima da tecnico sempre più specializzato poi, via via, da responsabile, da quadro, in formazione continua, con competenze sempre più manageriali e qualificanti, arrivando a coordinare un paio di centinaia di persone. Mica robetta.

Poi, per motivi incomprensibili a noi comuni mortali, tagliano il ramo d’azienda: potato il cespite, tutta la linea avvizzisce; tutti a casa e grazie tante per quello che avete fatto per noi finora.

Da due anni, questo amico ha rivestito i panni del candidato. E mica è stati fermo, si è riinventato come consulente, anche in alcuni di quegli ambiti “altri” e diversissimi nei quali prima bazzicava per hobby (la musica, la didattica…): si è riprofessionalizzato in toto e ha applicato un criterio professionalizzate a tutto il suo agire… ciò nonostante è chiaro che “cerca un lavoro”, un lavoro pieno e autentico come quello che faceva prima della potatura.

E pur avendo tre pagine di curriculum ben scritto che dicono cose specifiche in maniera semplice e utile per chi debba selezionare un QUADRO AZIENDALE di alto profilo, gli tocca ancora compilare dei FORM adatti a un ventenne alla prima esperienza, riassumendo da zero il proprio percorso formativo, le “esperienze globalmente acquisite”, le “aspirazioni professionali e motivazione per una nuova posizione”… che il primo è il titolo di un tema da quattro facciate di foglio protocollo e il secondo bisognerebbe che rispondesse il marchese De La Palisse! Chissà perché mi interesssa una nuova posizione?? Mah…

Poi gli chiedono anche che attese normative ed economiche ha. E qui scatta un pensiero: questi form saranno valutati da una mente pensante o da qualche forma di controllo numerico incrociato? Uno, come lui, che ci voglion tre pagine per spiegare in maniera univoca e significativa CHI È, prima ancora di QUELLO CHE SA FARE, rischia di tagliarsi le gambe da solo per essersi autoqualificato come troppo esoso?

Invece di queste domande generaliste che comportano risposte banalotte, non sarebbe meglio affrontare uh colloquio serio con un cacciatore di teste in gamba, magari anche spietato, che ti rivolti come un calzino ma che sappia inquadrarti nella maniera giusta? Non sarebbe anche questa – in tempi di crisi – una forma di ottimizzazione?