Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: venerdì, 28 ottobre 2011 - 18:13:27

Commenti dal tunnel

Ecco, per esempio, io la spesa da hard discount non l'ho dovuta provare ma solo perché foraggiavano la mamma e la suocera: c'è stato un momento - di quasi sei mesi - in cui ci siamo trovati in due (e con una piccola terza cui provvedere) a entrate zero: il contratto di mio marito prevedeva un cumulo dei compensi ogni 4 (quattro/QUATTRO... quatttttrrrrooooo!!) mesi e io mi ero ritrovata due insoluti sui due unici lavori grossi di tutto l'anno. Con un bel mutuo-mannaia regolare come l'intestino pigro dopo lo yogurt della pubblicità.

Ma spesso anche il buon cibo che ti compra mammà ha il sapore del cartone, se di casa sei già uscita e se sei tu stessa una mammà...

Ed è proprio il ricordo di questo "cartone in bocca", di questa amarezza del cuore, che mi ispira un commento in giorni di grandi discussioni sulla riforma pensionistica: bloccare sul posto di lavoro gli over 65, con figli tra i 30 e i 40 e annessi nipoti, significherà automaticamente far dipendere a oltranza i secondi dai primi, talora anche per il mantenimento.

Se lavora il settantenne, non lavora il quarantenne. Punto.

L'altra sera un'ascoltatrice di uno dei tanti microfoni aperti che imperversano alla radio ha dipinto uno scenario tragico con così tanta efficacia da farmi rabbrividire: infermiera in un ospedale, ha chiesto di provare a immaginarci ospedali con personale alla soglia dei 70, poco scolarizzato, formatosi 45/50 anni prima; e fuori dalla porta, immobilizzati e inassumibili, i laureati in scienze infermieristiche, con una preparazione se non altro più recente e aggiornata... Il tutto a favore del decadimento generale della qualità dei servizi al paziente. E questo anche tra i medici che, non a caso, sono tra le categorie con le massime percentuali di fuga di cervelli...

E però l'aspettativa di vita si è allungata. E però la sanità è proprio uno dei settori in cui la spesa pubblica è stata più tagliata e quindi non è nemmeno più un problema di età del personale ma che del personale ci sia sì o no. E però le classi d'età ben scolarizzate sono in aumento e cominciano a premere da dietro: non più solo i 40enni, anche i 25enni, che devono accedere al lavoro e trovare spazi di possibile esperienza e formazione...

Adesso, per noi, è un periodo buono. Ma talora il sapore di cartone lo sento lo stesso.