Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: martedì, 8 novembre 2011 - 11:42:25

Pochi nerds, troppi neets?

Parto da un link, anzi da due:

www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/bankitalia-giovani-studia-lavora/169062/

https://www.facebook.com/#!/ilFattoQuotidiano/posts/315401685140751

In sostanza: Banca d'Italia comunica che in Italia c'è un 23% di N.E.E.T. - cioè giovani tra i 15 e i 29 anni che né studiano né lavorano.

Il commento del Fatto Quotidiano è: "Un dramma che grida vendetta. Altro che ristoranti pieni".

E poi si scatena la bagarre dei commenti, da quelli contro l'alienazione di cui è caduto preda il governo, scollato dalla realtà e maniacalmente aggrappato agli ultimi rimasugli di autorassicurazione, a quelli di segno opposto che si allineano al commento di Feltri, rilasciato ieri sera a "Otto e mezzo": "Non studiano e non lavorano? Lazzaroni!".

Ora, per carità, vediamo di fare qualche distinguo, di fissare qualche paletto, giusto tre per incominciare:

1) il range d'età - è assurdo!!

non si è "giovani" allo stesso modo a 15 e a 29 anni; se si è "neet" a 15 anni, il problema è sociale, vuol dire che si è dentro un ambiente che non promuove la scolarità o che si è un elemento "perso" rispetto al percorso formativo... e che lavoro pensate che si possa trovare? Bassa manovalanza ma... guarda un po'! IN NERO, così da rimamere fuori dalle statistiche ufficiali: quanti pensate che possano essere i 15enni poco scolarizzati regolarmente assunti??? da chi??? per fare cosa???? Diverso è a 29 anni, quando invece è normale non essere più studenti - chi lo è, mi si consenta, o è una "capra" e il problema, purtroppo, è solo suo, o studia per hobby, contenti i suoi, o si sta dedicando a una seconda laurea e buon per lui, o studia e lavora e allora tanto di cappello ma non è di lui che stiamo ragionando, anzi!

2) le voci comparative - non sono comparabili!!

da una parte si parla di percentuali sistemiche, di vizi di funzionamento di un'organizzazione nazionale o internazionale che non aiuta i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro e dall'altra si analizzano doti o comportamenti individuali. Il fatto che ci sia gente che va a mangiare la pizza il sabato sera invece di tenere da parte i soldi per spese più utili e necessarie o che proprio quei neet che rappresentano il gruppo dei "buoni a nulla" (ce ne sono, per carità! ce n'è sempre stati! quanto al loro aumento vero o apparente, leggete oltre!) abbia in mano il telefonino da 500 euro e sperperi i soldi dei genitori in discoteche e sigarette, non assolve il "sistema-lavoro" italiano dai suoi errori e difetti, non rende giustizia a quanti hanno completato il loro percorso formativo e il lavoro proprio non lo trovano e fa apparire più rilevanti ai fini di un'analisi della situazione i comportamenti irresponsabili di una certa quota di popolazione piuttosto che le oggettive difficoltà di una quota di popolazione assai più rilevante e che quei comportamenti non adotta. Che poi, siamo seri, va bene, 500 euro per un telefonino ti pagano la spesa per un mese o due, ma poi? Lavorare, essere soggetti "stabili", solidi, dentro un meccanismo produttivo/retributivo/assistenziale/previdenziale è ben altro, suvvia!!

3) il contesto socio-demografico - non se ne tiene conto!

butto lì solo una micro-riflessione-provocazione: nel sistema socio economico degli anni... facciamo Sessanta, era NORMALE che gran parte delle donne dopo i 20 anni fossero neet; studi finiti, diplomate quando andava bene, in attesa di sposarsi e iniziare a occuparsi della propria casa. Il cambiamento è iniziato proprio da lì, con l'aumento dei tassi di scolarità delle donne, con gli impieghi femminili, con la "modernizzazione" della vita, dei consumi, delle aspettative che, nel bene e nel male, fino a qualche decennio fa, volevano la stragrande maggioranza delle donne casalinghe. Oggi i dati sulle neet ci raccontano una storia ben diversa... E gli uomini? Fatto salvo che si pativa la "rigidità" delle classi di censo a partire dalla scuola, la possibilità di lavorare non si sorvapponeva certo con la voglia di studiare... Quando in Italia si produceva, quando c'erano le fabbriche che oggi sono in Cina e in Romania, nessuno avrebbe detto "non hai voglia di lavorare, almeno studia!" e l'ignoranza non sarebbe assurta a disonore per una fascia d'età... Mi spiego? Oggi non c'è alternativa, o ti qualifichi e tanto o non lavori e a volte non lavori lo stesso... Ci sono in giro tanti soggetti che valgono un ciufolo, d'accordo, ma per loro non ci sono più pieghe dell'economia e della produzione dentro cui trovare comunque uno spazio di vita...

Non sto dicendo che "si stava meglio quando si stava peggio". Ma vi rendete conto di quanto sia assurdo e inutile trattare la questione in termini di berlusconismo si o no o di lazzaronismo sì o no?????

E tuttavia se all'Uomo Qualunque che commenta su FB o nei siti non si può chiedere che la (civile) espressione dei propri pensieri, per quanto superficiali e non condivisibili, e talora proprio... stupidi! sì, stupidi - alla classe politica una tale stupidità NON PUO' e NON DEVE essere consentita.