Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: mercoledì, 7 dicembre 2011 - 00:52:59

Voce del verbo 'servire'

Invitandovi a seguire l'interessante dibattito che preso il via sulla nostra pagina FB, non riesco a non pensare quanto segue:

viviamo in uno stato di macrocefalia dei servizi che, appunto, come un'enorme testa sul sempre più gracile corpo della produzione, si tanno ripiegando su se stessi, necrotizzandosi e svuotandosi.

E infatti non valgono più nulla, nessuno è più disposto a pagare per averli.

I servizi, secondo me, stanno alla produzione di ricchezza come la finanza all'economia. Attribuiscono valore ma non creano valore... Muovono, trasformano, abbelliscono, amplificano... ma non fanno.

E' una visione approssimativa, obsoleta e contestabile, lo so, soprattutto in tempi di economia smaterializzata e soprattutto da parte di una che ha sempre lavorato nella.... Comunicazione!

Ma, a ben guardare, anche la Comunicazione può essere intesa come "servizio" o invece come "produzione". E quindi allora, forse, tutti i lavori...

Quello che sto dicendo è che ho voglia di "mestieri", in cui si parte da una materia prima e, attraverso un semilavorato, si arriva a un prodotto finale, il cui plusvalore rispetto al materiale di partenza generi guadagno: un vestito, una casa, una torta, un libro, un quadro, un impianto elettrico, un software, una campagna pubblicitaria... Prodotti finiti, esposti sugli scaffali del nostro vivere quotidiano. Cose fatte in risposta a bisogni veri. Verità. Realtà.

Avrei bisogno di tornare a FARE.

"Servizi" mi fa pensare a SERVIRE.