Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: lunedì, 12 dicembre 2011 - 14:58:39

Quel fatidico si'...!

A Daniele - che sulla nostra pagina FB ha dato vita a un bello scambio di opinioni (... e a me piacerebbe tanto vedere i suoi lavori da falegname, sono certa che siano bellissimi!) - avevo promesso il racconto di una mia strana esperienza con un maxi gruppo bancario e assicurativo.

Con ciò non voglio minimamente dire che l'Azienda che lui rappresenta si comporti o si comporterebbe nello stesso modo; anzi, quella di Daniele suona come una testimonianza di riuscita: di network marketing si può vivere (più che di altri mestieri amati e coltivati ma senza ritorno...).

A me invece è andata così.

Parlo di più di dieci anni fa: stanca del mio andirivieni da Milano, per recarmi giornalmente a lavorare part-time presso uno studio editoriale che mi teneva a co.co.co. (e però quanto mi piaceva quel posto e quel lavoro! in quegli anni ho messo mano a dei libri bellissimi!!), ho iniziato a guardare oziosamente i giornali di offerte di lavoro (sì, proprio quelli cartacei, stampati, che sporcano le mani.... sembra preistoria!). Mi cade l'occhio su un annuncio, forse un po' fumoso ma abbastanza allettante, in cui si parla di primaria azienda operante nel campo del turismo che cercava funzionari per il commerciale e la comunicazione. Interessata a quest'ultimo punto, mi faccio viva, invio un cv e vengo invitata in una centralissima via milanese, dove molte aziende hanno gli uffici dirigenziali, a un incontro di presentazione.

Siamo in tanti, dentro una sala piuttosto sciccosa, moquette chiara, piante, luce ambiente... Un personaggio brillante, di mezz'età, fa discorsi generici ma interessanti sui comportamenti d'acquisto, sulla targettizzazione del mercato, sull'importanza della comunicazione per il marketing... Poi, senza che si sia capito di cosa stiamo parlando e cosa siamo lì a fare, ci viene proposto un test e una tabella oraria di colloqui individuali.

Sembra incredibile, ora, che nessuno cercasse di farsi dire il perché, chiaro e netto, della sua presenza lì... Per quanto mi riguarda ero ancora abbastanza giovane e inesperta e mi preoccupavo... ci credereste? più di dimostrare quanto valevo che di capire a chi e perché lo dovessi dimostrare.

Per farla breve, dopo il test e dopo una serie di domande e risposte con un selezionatore, durante il colloquio individuale mi sento dire che il mio profilo è tra i più interessanti, che la mia città di residenza mi rende particolarmente appetibile come candidata perché proprio lì verrà aperta una sede e che per me c'è sicuramente già pronto un percorso con partenza non dalla gavetta, non dal primo step, ma come formatrice e coordinatrice di chi, invece, da quel primo step ci deve passare.

Sullo sfondo, ma abbastanza in lontananza, si parla del fatto che i viaggi e il turismo "interessano a tutti" e che se ci fosse un modo per viaggiare risparmiando - ovvero saltando alcuni passaggi della distribuzione... un po' con la logica attuale dei GAS! - interesserebbe certamente a moltissime persone.

Di anni ne sono passati tanti e i passaggi non me li ricordo più proprio nel dettaglio; tuttavia ricordo di essermi trovata, qualche giorno dopo, nella sede in apertura nella mia cittadina di provincia - anche questa centrale e abbastanza lussuosetta - a sentirmi ridire le stesse cose indistinte e a vedermi presentare come "responsabile di sede" una fantomatica "Francesca" senza cognome e dotata solo di un numero di cellulare. In tutto ciò, il nome dell'Azienda non era ancora emerso con chiarezza e si citava soltanto il "marchio" di un programma di viaggi cui si sarebbe potuti accedere tesserandosi a un club e attingendo così a un catalogo privilegiato, con prezzi fatti direttamente presso il tour operator, saltando l'agenzia.

Ricordo invece come fosse ieri che, nel breve questionario per ottenere la tessera del club, era inserita una domanda sibillinissima circa il desiderio o meno di ottenere un "contributo"... qualcosa che, chiesto in quel punto, sembrava voler dire: ti piacerebbe avere ulteriori agevolazioni nel contesto di questo tesseramento che stai affettuando?

Era sufficiente rispondere anche solo un perplesso e pallido SI' per passare alla fase successiva, in cui i viaggi uscivano di scena e compariva... un ricco set di proposte assicurative-vita e previdenza integrativa (il famoso "contributo" di cui sopra), elaborate da un gruppo bancario tra i più importanti al mondo!

Quando, dopo una settimana di appuntamenti e porzioni di colloquio, intenzionata a piantar lì tutto ma almeno a capire, ho provato a chiedere: ma perché tutta questa manfrina? perché la "copertura" dei viaggi? perché non nominare subito quell'immenso gruppo bancario e i suoi pacchetti assicurativi e far figurare i viaggi come un incentive, un benefit per i clienti?........

Risposta: per utilizzare anche con i nostri futuri collaboratori lo stesso metodo indiretto che utilizziamo con i clienti, per non precluderci l'incontro con potenziali risorse che non si sarebbero mai avvcinate al mondo assicurativo (come la sottoscritta, per inciso). Perché I VIAGGI PIACCIONO A TUTTI, LE ASSICURAZIONI A POCHI O A NESSUNO.

Sono venuta via con un nulla di fatto sentendomi dire che era un vero peccato, che con la mia parlantina avrei potuto sfondare e che me ne sarei pentita nel giro di pochi anni.

Ancora oggi, sono a chiedermi se si trattasse di genio profetico o di incredibile faccia tosta.........