Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: giovedì, 22 marzo 2012 - 23:54:07

Se la riforma ignora il web...

Da Propostalavoro, ci piace raccogliere e riproporre un post su applicazioni piuttosto estreme e all'avanguardia dei social network - sì, anche quelli meno "professionalizzanti" e più bistrattati - con concrete ricadute occupazionali.

Proprio in giorni in cui c'è chi si attacca strenuamente a strutture e concetti sorti in piena era industriale, per salvaguardare quelli che erano i sacrosanti diritti di una classe operaia che oggi non ha più niente su cui operare; di una generazione di lavoratori che ha visto chiudere le fabbriche e gli uffici e aprirsi... i browser...

 

Cercare lavoro ai tempi dei social network

Già in passato abbiamo scritto della vicinanza tra social network e mondo del lavoro. In fondo, non si tratta di nulla di fuori dal comune, anzi. Scopo di un colloquio, infatti, non è solo sapere cosa sai fare, ma anche capire chi sei. Sei affidabile? Sei serio? Sei collaborativo? Sei uno scansafatiche? Sei un rompiscatole? Tutte cose che i selezionatori cercano di scoprire in quella mezz'ora (se il colloquio è ben fatto) in cui sei a loro disposizione. Mentre chi cerca lavoro ha tutto l'interesse a mostrarsi sotto la miglior luce possibile ad aziende ed agenzie di somministrazione, cosa non semplice nel poco tempo messo a disposizione in un colloquio.

 

Non siamo ancora al livello "Il selezionatore Tizio ti ha inviato una richiesta di amicizia", per scoprire quello che, magari, gli era sfuggito durante il colloquio o noi stessi che inviamo una richiesta di amicizia, per farci conoscere da un'azienda o da un selezionatore; per ora, siamo ancora agli annunci, sia per chi offre che per chi cerca lavoro. Partiamo, ad esempio, da Jobshouts, motore di ricerca di lavoro social: il sito, infatti, raccoglie gli annunci (per adesso, utilizzabile solo negli Stati Uniti) che vengono pubblicati sia sui soliti siti di cercalavoro sia, in particolare, su Facebook e Twitter (pratica molto diffusa nei paesi anglosassoni, a quanto pare). Sulla stessa lunghezza d'onda, ma limitati al solo Twitter (più adattabile allo scopo, rispetto ad altri social network), sono anche Twitjobsearch e Jobstractor (quest'ultimo dedicato unicamente a informatici e programmatori). Purtroppo anche questi siti non sono ancora disponibili nel nostro Paese, ma la loro diffusione a livello globale è solo questione di tempo, visto che l'idea dietro è veramente interessante. Certo, nessuno ne vieta l'uso per chi ha intenzione di cercare un lavoro all'estero.

Per chi, invece, sta per o è appena uscito dall'Università e desidera affacciarsi al complicato modo del lavoro italico, ecco Egomnia, il social network del lavoro tutto italiano. Nato dall'idea di Matteo Achilli, un giovane universitario, il sito, dedicato a laureandi e neolaureati, si pone l'obiettivo di assegnare un punteggio (sulla base del tipo di laurea, degli anni di studio, della media voti, ecc.) ai profili degli studenti, mettendoli così a disposizione di aziende in cerca di candidati, il tutto in una selezione la più meritocratica possibile. Egomnia è appena nato (è online e attivo dal 7 marzo), ma date le premesse, le possibilità per fare bene sono tante, resta solo da provare e vedere l'effetto che fa.

Mentre i nostri cari governanti, per risolvere la crisi di oggi, si arrovellano in proposte più o meno praticabili, più o meno fantasiose, ignorando completamente l'apporto enorme che darebbe lo sviluppo della rete all'occupazione, altri, più lungimiranti, accolgono a braccia aperte queste novità social.

Danilo Sanna

(articolo in originale qui)