Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: venerdì, 11 maggio 2012 - 11:41:19

Le interviste di PC. Parliamo di: professionisti della comunicazione_1

Facciamoli parlare in prima persona. Chiediamo loro come si è svolto il loro percorso, se lo rifarebbero, se sentono di aver realizzato il loro progetto di vita professionale... Chiediamo i perché sì o i perché no del loro lavoro... Professionisti e lavoratori, con qualifica o senza, a partita iva o dipendenti, tutelati o precari... Tanti autoritratti per scoprire altrettante figure professionali, per chiarirci le idee, scoprire una curiosità inaspettata, sfatare un mito, magari per prendere o riconfermare una decisione, ascoltando chi "ci è già passato".

         

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Oggi parliamo di PROFESSIONISTI DELLA COMUNICAZIONE_1
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Insieme a TOMMASO, trentenne, laureato in Scienze della Comunicazione, che pur essendo riuscito a "rimanere nel settore" ci racconta, tuttavia, di una grave difficoltà generazionale.


D. Raccontaci il tuo percorso (Il tuo lavoro prevede un percorso formativo specifico. Quando hai deciso di intraprenderlo? In base a quali considerazioni l'hai intrapreso? Non hai mai avuto ripensamenti? Quello che fai oggi è in linea con quello che - quando studiavi - pensavi sarebbe stato il tuo lavoro? Dopo gli studi hai dovuto affrontare una lunga "gavetta" o sei entrato subito nel vivo della professione? La tua professione prevede un percorso di carriera lento o veloce?)
R. Innanzitutto vorrei dire che di percorsi, per ora, ne ho seguiti e ne sto seguendo due, entrambi precari e certo tutt'altro che conclusi. Faccio il web editor nel sito di un grande gruppo televisivo e contemporaneamente anche il cronista di provincia, nella mia terra, da quasi tre anni. Più che una decisione è stato direi il caso, a portarmi su queste strade, dopo esser tornato da parecchi anni di vita da studente universitario fuorisede (Scienze della Comunicazione, che non forma per niente, ma almeno l'ambito è più o meno quello). Ora come ora, non credo si possa parlare di progetti di carriera, lenti o veloci che siano, vista la stagnazione e il sostanziale congelamento, soprattutto in ingresso, nel mondo delle aziende, anche le più grosse.
 

D. Tre motivi per consigliare un percorso come il tuo
R. E se non ne vedessi neanche uno, di motivo? Viviamo nell'epoca del "prendo quel che trovo, se lo trovo e quando lo trovo", per cui...
 

D. Tre motivi per NON consigliare un percorso come il tuo
R. Idem come sopra...
 
D. A oggi, professionalmente, puoi dire di sentirti "realizzato"? Perché sì o perché no?
R. Come cronista, pur nel mio piccolo, direi di si. Nel senso che mi sento realizzato soprattutto perché mi piace quel che faccio e posso dire anche che mi piace come lo faccio (e soprattutto piace a chi, nelle redazioni, gestisce i miei pezzi).
In senso assoluto direi invece di no ma, anche qui, il discorso riguarda più che altro la totale incapacità per la mia generazione di concepire qualsivoglia tipo di futuro davanti a noi.
 

D. Come pensi che la "crisi" influirà sulla tua professione e il suo mercato di riferimento? La tua è una professione adatta al periodo che stiamo attraversando?
R. Su quella del cronista credo che influirà eccome, sebbene il giornalismo locale su carta resisterà più a lungo. Il futuro è il web, volenti o nolenti, nel bene o nel male. Di converso, come già in moltissimi ambiti, quella di web editor si potrebbe definire la nuova qualifica da "operaio" del web, quindi resisterà... spero!
 
Intervista a Tommaso Nencioni, tommaso.nencionigmail.com

 

Laura Chiara Colombo