Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: lunedì, 21 maggio 2012 - 09:18:34

Sex on the web (prima puntata)

Sex on the web (prima puntata)

A dire il vero il «sesso in rete» è letteralmente impossibile, se per sesso s’intende un rapporto sessuale il cui esito potenziale è la gravidanza. Wikipedia disegna così i contorni di un «rapporto sessuale».
Ma «on the web» avviene la trasmutazione. La Grande Rete Mondiale (WWW) riconfigura il mondo, la cultura, i codici – neanche il sesso può uscirne illeso, il sesso che è davvero, senza retorica, la cosa più antica del mondo.
Lo sgretolamento del Lavoro è dunque solo uno dei molteplici effetti sulla nostra vita del World Wide Web. Ogni sgretolamento però è anche un’opportunità. La rete infatti rende infine possibile la «telecinesi» – letteralmente.
La cosa incredibile è che a causa di ciò cambia in modo radicale il senso stesso di «letteralmente». Pertanto non è più vero che «il sesso in rete è letteralmente impossibile». Anzi, non solo diventa possibile, ma è così richiesto da reclamare uno stuolo di «operai del sesso in rete». E ad ogni bisogno (indotto e naturale) prima o poi (cor)risponde chi lo soddisfa.
Sollecitato da quest’intuizione, contatto di persona con uno di questi operai. Adamo (il nome è fittizio, ma al nome corrisponde davvero un uomo) mi confessa che «di lavoro normale», alza in aria le dita e mima le virgolette, «in giro non ce n’è». Ma questo lo sappiamo tutti, anche se non tutti comprendono fino in fondo che cosa si nasconda sotto quel «normale».
Gli chiedo cosa intenda, appunto, per «normale». Naturalmente non lo sa. Non può saperlo, perché lui ormai lavora qui. (Non siate morbosi, non lo troverete sotto «Adamo»). Presto capisco che le virgolette a «normale» servivano per circoscrivere un temine straniero.
A quanto pare, vagando per la rete, esistono molti «posti di lavoro» simili a quello di Adamo. Yahoo answers fornisce risposte a riguardo.
E che la questione non sia affatto priva di implicazioni etiche o esistenziali.
Incuriosito, voglio capire più nel dettaglio come funziona il suo lavoro. «È tutta una questione di adescamento...», mi confessa. Lo interrompo perché una domanda sale subito a galla: «Ma ne vale la pena? Si guadagna?». Impassibilmente mi ripete che è tutta una questione di adescamento.

[to be continued...]
 

Tommaso Scappini