Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: venerdì, 1 giugno 2012 - 10:50:39

Donna Moderna: stage retribuiti per neodiplomati e neolaureati

Tra consigli di moda di Donna Moderna spuntano una serie di stage retribuiti per giovani neodiplomati e neolaureati.

Tra le nuove tendenze della moda per l’estate, i consigli per dimagrire con una dieta lampo e il make up per catturare l’attenzione ecco una serie di occasioni di lavoro per i giovani. E’ il settimanale femminile Donna Moderna a lanciare l’iniziativa ‘400 stage esclusivi per entrare in azienda’ che durerà fino al 10 giugno.

Geox, Nestle, Penny Market, Sephora, Starhotels, Sky sono alcuni de partner che offrono stage tutti con rimborso spese a neo diplomati e neo laureati che vogliono cominciare ad inserirsi nel mondo del lavoro. Le offerte spaziano da un addetto al ricevimento merci nei supermercati Penny Market in varie città italiane, allo sviluppatore di sistema per neo laureati in ingegneria gestionale o informatica a Sky a Milano. Ma ci sono opportunità anche in ambito amministrativo, commerciale, gestione del personale.

Per visionare le offerte e candidarsi bisogna andare qui, inserire la password che si trova all’interno del numero in edicola di Donna Moderna e caricare on line il proprio curriculum sull’offerta che interessa. Un obolo va lasciato all’editore della rivista, ma l’investimento è talmente basso (1,20 € la versione pocket) che non si rischia di mandare il conto in rosso. E poi è comunque un giornale, non morde, non ha effetti collaterali e al massimo lo si regala alla mamma, alla sorella, alla zia o a un’amica.

Nell’area on line di Donna Moderna dedicata ai giovani e al lavoro (da dove si può anche accedere all’iniziativa degli stage) si trovano anche una sezione con i consigli su come scrivere il curriculum (dallo scrivere le esperienze lavorative in ordine cronologico dalla più recente alla più lontana, all’idea di realizzare un video di presentazione, caricarlo su YouTube e mettere il link sul Cv) e come affrontare un colloquio di lavoro.

Vale la pena candidarsi per questi stage? Davvero potrebbero trasformarsi in un’opportunità concreta di lavoro? Si fa davvero esperienza? Se non si prova….

Io una decina d’anni fa, poco dopo la laurea, ho accettato di fare uno stage di tre mesi in un’agenzia di lavoro interinale (allora si chiamavano così, la ‘somministrazione di lavoro’ – brrrr, terribile dicitura che mi fa venire subito in mente i medicinali – è arrivata dopo). Era gratis, mi venivano forniti solo dei buoni pasto il cui valore non copriva un panino, un bicchiere d’acqua e un caffè che si trangugiava al bar in pausa pranzo. Era estate. Dovevo essere un supporto alla responsabile della selezione, che poi se n’è andata in ferie, l’ho praticamente sostituita senza averne ufficialmente il titolo per una buona parte del periodo di stage.

In quei mesi ho ‘fatto passare’ tanti curriculum, ho ascoltato candidati raccontare le loro conoscenze, competenze e aspirazioni, ho raccolto le esigenze dei datori di lavoro. Ho fatto un colloquio con una trans con la patente del camion che cercava lavoro come autotrasportatore e ho incontrato l’assistente di un giocatore di golf che stava cercando un ‘caddy’, cioè quello che custodisce e passa le mazze al giocatore… Nemmeno sapevo che lavoro fosse il caddy!

A quei mesi non è seguito nulla, lavorativamente parlando, però quello stage è stato utile. Soprattutto per conoscere direttamente il mondo del lavoro. Perché una volta entrati in questo mondo, vi si rimane per quasi tutta la vita. Nel tempo si può solo cambiare status: stagista, lavoratore, disoccupato, inoccupato, in cassa integrazione, in mobilità, candidato… Eh già, anche candidato…Insomma, non se ne esce!

 

Sabrina Maio