Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: venerdì, 8 giugno 2012 - 11:21:10

Le interviste di PC. Parliamo di...GRAPHIC DESIGNER

Facciamoli parlare in prima persona. Chiediamo loro come si è svolto il loro percorso, se lo rifarebbero, se sentono di aver realizzato il loro progetto di vita professionale... Chiediamo i perché sì o i perché no del loro lavoro... Professionisti e lavoratori, con qualifica o senza, a partita iva o dipendenti, tutelati o precari... Tanti autoritratti per scoprire altrettante figure professionali, per chiarirci le idee, scoprire una curiosità inaspettata, sfatare un mito, magari per prendere o riconfermare una decisione, ascoltando chi "ci è già passato".

                                                      
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Oggi parliamo di PROFESSIONISTI DELLA COMUNICAZIONE_2: GRAPHIC DESIGNER.

Insieme a VERA, diplomata IED, giovane ma con parecchia esperienza, che sta pagando cara la scelta di non trasferirsi in una grande città pur volendo continuare a coltivare un lavoro che è soprattutto una passione.

D. Raccontaci il tuo percorso (Il tuo lavoro prevede un percorso formativo specifico. Quando hai deciso di intraprenderlo? In base a quali considerazioni l'hai intrapreso? Non hai mai avuto ripensamenti? Quello che fai oggi è in linea con quello che - quando studiavi - pensavi sarebbe stato il tuo lavoro? Dopo gli studi hai dovuto affrontare una lunga "gavetta" o sei entrato subito nel vivo della professione? La tua professione prevede un percorso di carriera lento o veloce?)

R. L'amore per la grafica non è nato subito, a dir la verità avrei voluto fare l'insegnante di lettere e mi sono pure iscritta al corso di lettere all'Università, ma purtroppo dopo un po' di delusioni mi sono fatta scoraggiare. Forse il problema era che non ero ancora pronta ad affrontare la grande città da sola... Così mi sono iscritta a un corso regionale di e-commerce che mi ha permesso di fare un stage presso una piccola casa editrice locale, dove ho sviluppato la passione per questo bellissimo lavoro. Terminato lo stage mi sono iscritta in un importante istituto privato a Milano, lo IED (Istituto Europeo del Design) al corso di Grafica Pubblicitaria. Qui, nonostante fossi di nuovo sola in un ambiente metropolitano, non mi sono sentita persa. Classi ridotte, esami programmati, docenti professionisti del settore, davvero una scuola che consiglierei a tutti. Finiti i 3 anni, iniziare a lavorare non è stato molto difficile, la scuola stessa inviava il curriculum dei diplomati alle aziende che ci contattavano per dei colloqui. Sono così riuscita a lavorare a Milano prima presso uno studio che si occupava di editoria lavorando per grandi case editrici come Fabbri Editori e Hachette e poi presso una casa editrice specializzata nel settore arte e cataloghi di mostre. La grande città però iniziava a farsi "stretta" per me e mi mancava tanto il mio adorato lago. Così ho deciso di tornare a casa e costruire la mia famiglia qui, nonostante l'incertezza di vivere in una zona depressa. Ho fatto esperienze in piccoli studi locali ma poi ho deciso di lavorare come free lance, puntando soprattutto sulla mia specializzazione nel settore editoria. Certo non è sempre facile, così a volte per "tirare a campare" faccio anche altri lavoretti, ritrovandomi magari, stanca morta, a fare i lavori grafici la sera.
A volte mi pento della mia scelta, avrei potuto continuare a lavorare a Milano e magari adesso essere un art direct presso uno studio, ma mi basta guardare fuori dalla finestra per cambiare idea: la qualità della vita è una delle cose più importanti e spesso non serve avere grandi cose per essere felici!

D. Tre motivi per consigliare un percorso come il tuo

R. La grafica è un'arte e, come tutte le arti, ti aiuta ad apprezzare il bello. Fare un lavoro creativo è a volte divertente, anche se spesso bisogna affrontare l'ansia da "foglio bianco" e il "vuoto creativo". Ma tenere tra le mani una tua creazione, sia essa un libro o una semplice locandina procura davvero una grande soddisfazione.

D. Tre motivi per NON consigliare un percorso come il tuo

R. Fare questo lavoro in un piccolo centro è davvero difficile, anche se non impossibile, certo (basta accontentarsi...). La concorrenza è spietata e purtroppo molte persone ancora non apprezzano appieno il nostro lavoro, pensano che il logo dell'azienda o il sito internet lo possa fare anche "il nipote che ha il computer". Con le tecnologie di oggi tutti si possono improvvisare grafici, ma l'armonia compositiva e la cura del dettaglio non sono cose che i programmi propongono in automatico.

D. A oggi, professionalmente, puoi dire di sentirti "realizzata"? Perché sì o perché no?

R. Realizzata forse è una parola grossa. Faccio comunque un lavoro che mi piace e che mi dà grande soddisfazione dal punto di vista di quello che riesco a creare.

D. Come pensi che la "crisi" influirà sulla tua professione e il suo mercato di riferimento? La tua è una professione adatta al periodo che stiamo attraversando?

R. Certo con la crisi le aziende sono portate a tagliare tutto ciò che è ritenuto superfluo, ma molte non smettono di investire in pubblicità, proprio per affrontare la crisi. E' necessario restare sempre al passo con i tempi, aggiornarsi ed essere ben disposti verso la svolta alle nuove tecnologie, una cosa un po' difficile per chi come me ama la pagina stampata. Ma non impossibile.

Intervista a Vera Ferrari, veraferr83yahoo.it

 

Laura Chiara Colombo