Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: lunedì, 11 giugno 2012 - 11:15:11

China la testa e lavora, a rischio della vita!

Qual è la soluzione italiana alla crisi? Quella della riforma del lavoro: tutti precari, tutti schiavi, tutti cinesi? Quella che il posto fisso è monotono, che “non è detto che tutti debbano avere una laurea“ (Elsa Fornero: fonte Il Fatto Quotidiano, 06 giugno 2012)? Oggi l'economia è fatta per costringere la gente a lavorare e a consumare; tutto il resto deve passare in secondo piano, perfino la vita umana. E’ l’insegnamento che ci viene impartito dalla tragedia dell’Emilia, colpita dal terremoto.


Alcuni lavoratori delle zone colpite dal sisma, infatti, si sono sentiti “gentilmente” invitati, dai datori di lavoro, a tornare nei capannoni (molti crollati come castelli di sabbia o danneggiati, perché non a norma!) mentre la terra continua a tremare. Chi se ne frega, se c’è il rischio che crolli tutto: china la testa e torna al lavoro, schiavo! Se no, prenditi le ferie! O meglio ancora, torna al lavoro e “…libera la proprietà da qualsiasi responsabilità penale e civile”.

Qualche giorno fa, il nuovo boss di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha detto che in Emilia sono a rischio 20 mila posti di lavoro e più di 3 mila aziende. Certo, è un altro grosso danno per la nostra già malconcia Italia e nessuno mette in dubbio che molte aziende straniere ne approfitteranno per togliere clienti agli imprenditori emiliani, ma cos’è più assurdo, rischiare quei posti e quelle ditte o costringere delle persone a scegliere tra il lavoro e la vita? E’ a questo che siamo arrivati? A dover andare al lavoro, con la paura di non poter tornare vivi a casa?
 

E’ meglio rischiare 20 mila posti di lavoro o 20 mila vite? La domanda non è retorica e siete dei poveri ingenui, se pensate che nessuno risponderà mai “20 mila vite”.
 

 

Danilo Sanna