Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: venerdì, 6 luglio 2012 - 10:33:17

Urliamo contro il cielo, riprendiamoci il futuro. E' il nostro, no?

Basta! Il tasso di disoccupazione giovanile, cioè l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, nella fascia d’età compresa fra i 15 e i 24 anni a maggio è arrivato al 36,2%, il più alto in assoluto degli ultimi anni. Lo rende noto l’Istat, che per completezza d’informazione ha allegato ai dati una grande quantità d’ansia.  Sarà Caronte, il caldo afoso che ci sta facendo sentire in questi giorni, o che siamo a luglio e avrei voglia di essere al mare, fattostà che sono stanca di leggere sempre e solo notizie allarmanti come questa.

E’ la fotografa della realtà, ok. Che ci sia una situazione veramente drammatica non lo metto in dubbio. Epperò….

Vorrei essere investita da un’ondata di positività. Che qualcuno dicesse “ce la possiamo fare”. Non solo “siamo nel baratro”. Che qualcuno ci fornisse degli strumenti per provare a cambiare gli ingranaggi e far ripartire il motore. Che qualcuno da lassù (non lassù lassù, un lassù un po’ più giù, ma anche più giù o più giù ancora, basta che abbia potere decisionale insomma) ci lasciasse finalmente un po’ di spazio e la possibilità di provare a fare e a essere….Ecco, i soliti luoghi comuni… no, ‘deliri estivi’, Caronte sta avendo la meglio su di me.
Ma non l’ha detto anche Cesare Prandelli, il ct della nazionale di calcio che “l’Italia è un paese vecchio con idee vecchie” e che “è ora di cambiare mentalità”? E stava benissimo quando l’ha dichiarato, almeno mi è sembrato. Siamo d’accordo con te, caro Prandelli, solo che non sappiamo come fare perche questo accada.
Ecco, vorrei un libretto d’istruzioni come quelli per montare i mobili dell’Ikea. So che mi avanzerà di sicuro qualche pezzo quando avrò finito, ma volete mettere la soddisfazione di avercela fatta?
 
“Viviamo di nostalgia del passato, un passato spesso idealizzato e totalmente riscritto nella nostra memoria, mentre avremmo bisogno di un’op
erazione radicale che torni a inserire nelle nostre teste il sentimento opposto: la nostalgia del futuro, la fame di futuro. Si preferisce l’usato sicuro al nuovo, i giovani sono sempre stati inesperti, in ogni luogo e in ogni tempo, ma prima si apprezzava il fatto che dalla loro hanno l’energia e la passione, sono portatori di idee nuove e di cambiamento. Invece questo sembriamo essercelo dimenticato. A lungo si è detto: è tempo di investire sui giovani, di scommettere sulle nuove generazioni, oggi basterebbe molto meno, basterebbe vederli, accorgersi che esistono. (Mario Calabresi, La Stampa, martedì 3 luglio)

YU UUUU!! SIAMO QUIII!!! CI STIAMO SBRACCIANDO DA UN PO'!!! CI VEDETE???

 

 

 
Certo, una volta oltrepassata la fase ‘adesso sanno che esisto’ (se e quando succederà) bisogna tirarsi su le maniche. E magari non prendere come esempio questo ragazzo, che davanti al ministro del Lavoro Elsa Fornero in un centro per l’impiego di Torino recentemente si è comportato così, affermando che, nonostante fosse diplomato all’istituto alberghiero e avesse lavorato come barman, non voleva andare a lavorare la sera, quando tutti i suoi amici escono. Tutto questo tranquillamente seduto con le gambe incrociate. Non tanto la voglia di lavorare, ma almeno la buona educazione lo avrebbe fatto alzare in piedi e poi stringere la mano alla persona che gli stava chiedendo informazioni sulla sua situazione lavorativa (un ministro, tra l’altro, con un seguito di telecamere e fotografi mica da poco)…

 

"Storie come questa rinforzano purtroppo i luoghi comuni sulla molle gioventù, quando invece esistono ragazzi che vorrebbero lavorare e non ci riescono, e tantissimi altri che lo fanno gratis o per due soldi, con contratti finti o precari, e vedono il proprio entusiasmo messo a repentaglio da adulti giovanilisti a parole. Quei ragazzi mi fanno pena. L’alberghiero fuori orario soltanto rabbia. Spero per lui che la vita gli tolga in fretta la seggiola da sotto il sedere. Una bella culata sul pavimento potrebbe ancora avere effetti miracolosi sul suo carattere”. Dal mio dispenser di pillole quotidiane di speranza e positività, (Massimo Gramellini, La Stampa, 6 giugno 2012)

Nessuna ‘istruzione per l’uso’ in questo post. Nessuna segnalazione di opportunità lavorative. Niente che possa aiutare concretamente a far portare a casa la pagnotta. Solo una voce, che spero possa presto trasformarsi in un coro e faccia finalmente cambiare la musica.

 

Sabrina Maio