Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: mercoledì, 11 luglio 2012 - 10:50:07

Per trovare lavoro attivate parenti e amici

Per trovare lavoro attivate parenti, amici e conoscenti. In due parole: fate public relations

I dati dell’Istat ci dicono che solo il 5% dei giovani trova lavoro tramite i Centro per l’impiego e le Agenzie di lavoro interinale… da ciò ne consegue che questi due enti sono praticamente inutili (se si applicasse anche a loro il criterio della produttività), mentre il 55% trova lavoro grazie a segnalazioni di parenti e amici.

La cosiddetta raccomandazione, quella che un tempo potevano permettersi solo determinate categorie sociali, spesso di livello medio-alto, vale anche oggi, magari con connotazioni leggermente diverse dal passato. Oggi, essere raccomandati significa più che altro essere segnalati, non automaticamente assunti. Tanto per fare degli esempi, se nel mondo del lavoro privato (lasciamo stare le amministrazioni pubbliche, per ora) se hai un parente che lavora in una piccola-media azienda, dove c’è un rapporto diretto tra padrone e dipendenti, è più facile essere segnalato e magari, se capiti nel momento giusto, anche assunto. Oppure, se hai un parente o un amico che ha un bar, o un’attività commerciale a contatto con il pubblico, è probabile che tra i tanti frequentatori del locale, prima o poi capiti qualche imprenditore o libero professionista titolare di uno studio e… una parola oggi, una parola domani, può essere che capiti il momento giusto per segnalare il figlio, il nipote, l’amico.

Insomma, ciò che conta è “far girare la voce”, come si suol dire, far sapere a tutte le persone che conoscete direttamente o tramite parenti e amici che siete alla ricerca di lavoro. Questo sistema sembra, comunque, essere abbondantemente usato se i dati dell’Istat rilevano un 55% di persone che cercano e trovano lavoro in questo modo.

Siamo un piccolo Paese e nei piccoli Paesi si sa che la gente si fida di più di chi conosce che di un anonimo pezzo di carta, il c.v. E allora, se questa è la situazione italiana, il consiglio che si può dare è questo: non perdete tempo a compilare improbabili c.v. dalle aspettative esagerate, tipo quella degli anni di esperienza, che si sa che un giovane appena uscito dalla scuola o dall’università non può avere, o quella della selezione e presentazione maniacale delle vostre informazioni, perché lo sapete, basta un parola in più o in meno o la parola sbagliata ed ecco che venite subito cestinati. Insomma, liberatevi dall’angoscia del c.v. e affidatevi piuttosto alle cosiddette public relations.

Certo, anche per le pubbliche relazioni c’è chi è più portato e chi meno, ma qui di seguito vorrei darvi alcuni semplici consigli per essere più efficaci nelle P.R.

Al di là del comunicare a voce a zii e cugini che state cercando lavoro e “se sentono qualcosa in giro che ve lo facciano sapere”, ecc., cominciate a:

  • Preparare un biglietto da visita, non dico quelli seriosi, ma un qualcosa di originale, di simpatico, dove mettete il vostro nome, cognome e un numero di telefono per contattarvi. Come dice il proverbio la parola sfugge, lo scritto rimane. Date questo biglietto ai vostri parenti in modo che a loro volta possano consegnarlo a chi di dovere.

  • Se siete dei tipi intraprendenti, potete osare qualcosa di più, per esempio farvi stampare su una o due magliette, una scritta pubblicitaria (essendo sul vostro corpo in teoria non dovreste pagare nulla) tipo: sono laureato in… cerco lavoro come… se siete interessati “fermatemi”. Potrebbe essere un modo simpatico e divertente per far sapere a tutti quelli che vi incrociano per strada che siete alla ricerca di lavoro… e chissà mai che vi capiti di incrociare la persona giusta.

  • Potete preparare dei volantini da lasciare presso i locali che maggiormente frequentate. Non intendo quei biglietti bianchi (a volte scritti a mano) appesi alle bacheche delle università o delle biblioteche; intendo dei volantini colorati che attirino l’attenzione e che potete lasciare in determinati luoghi pubblici (dopo aver chiesto il permesso al gestore). Molti giovani fanno volantinaggio per altri, una volta tanto fatelo per voi stessi.

  • Se ci spostiamo nel virtuale, cioè nel web, le possibilità per fare P.R. sono tante. Potete innanzitutto usare la piattaforma di Linkedin, che è specifica per professionisti che offrono e cercano lavoro (senza essere un sito di annunci, ma una vera e propria community).

Poi , se volete fare un lavoro più mirato allora cominciate a selezionare la tipologia di azienda per la quale volete lavorare o scegliete quella nella quale vi piacerebbe lavorare; individuate il nome del direttore, per esempio, o di un responsabile di settore; cercate questo nome in Google e analizzate la sua presenza in internet (in pratica fate il lavoro che spesse volte fanno i selezionatori con i canditati); se è presente su Facebook richiedete l’amicizia, se è su Twitter inseritelo nei following; cercate un modo, non invadente, di entrare in contatto con lui (o lei)… che so, magari questo è tifoso della vostra stessa squadra di calcio e allora cominciate a scambiarvi qualche battuta sul calcio e poi non è detto che dal calcio non si possa passare ad altro. Questo è solo un esempio, ma i modi per entrare in contatto diretto con le persone sono molti e internet in questo è vostro alleato.

  • Inoltre, potete costruirvi in sito semplice (o un blog) che mostri chi siete dal punto di vista professionale, cosa state cercando, le vostre competenze, ecc. Non dico di creare un sito complesso, da aggiornare continuamente, da inserire articoli o quant’altro; intendo piuttosto una vetrina, che vi permetta, quando fate P.R. in internet, di lasciare un indirizzo url, senza dover spendere tante parole per dire chi siete e cosa state cercando.

 


Elisa Sanacore