Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: lunedì, 16 luglio 2012 - 10:38:22

La strada per il successo

È noto che in rete si trova di tutto. Come una “ragnatela” il Web ti avvoltola quanto più ti dibatti. Ma per il nostro tema il punto è un altro, ossia che tra le infinite proposte di “how to”, mi sono imbattuto in questa: “How to Get a Job”, ospitato dal portale wikiHow. Al di là della materia di nostro interesse, non ci sarebbe null'altro di eclatante, tranne questo: lo “how to” ha ricevuto la bellezza di oltre 1.100 “Like”!

Certo, l'articolo è in lingua inglese e dunque può vantare un pubblico internazionale, inoltre è stato scritto e rimaneggiato da 119 persone, com'è nello stile Wiki, conferendosi in questo modo un respiro decisamente ampio, con la pretesa di essere esaustivo, articolato e del tutto serio. In ultimo, cosa niente affatto trascurabile, è graficamente ineccepibile, merito questo non dell'articolo ma di wikiHow.

Ma veniamo al sodo. Dopo una presentazione, in cui siamo avvertiti che (traduco, come anche nel seguito) “la ricerca del lavoro si avvale di due compiti principali: comprendere se stessi e comprendere il mercato del lavoro”, ci troviamo innanzi a una sfilza di ben “11 steps” che sicuramente giustificano i 1.100 “mi piace” (100 “Like” per ogni “step”?).

Il primo punto è disarmante: “Revise your resume”, cioè aggiorna il tuo curriculum! I sotto-punti però sono più interessanti: sii onesto, usa verbi attivi, non fare errori ortografici, tieni il formato del curriculum pulito (consiglia addirittura quale font utilizzare: Times New Roman o Arial!), e recita il padrenostro prima di coricarti... (quest'ultimo lo consiglio io).

Il secondo punto è geniale, se non rendesse chi lo segue una persona quanto mai insopportabile. Il titolo è “Network”, a indicare che nel mondo del lavoro occorre guadagnarsi referenze: “fai una lista di tutti i tuoi amici, parenti e conoscenti. Contattali uno a uno e chiedi loro se conoscono un'opportunità da raccomandarti. Non essere umile o contrito”, ma (aggiungo io a mo' di commento) fracassa le balle a più a non posso! Anche per il secondo “step” sono contemplati alcuni sotto-punti radicali: “Mettiti in contatto con tutte le tue referenze” e “Guadagnati raccomandazioni”!

Passiamo al terzo punto (chiedo venia per la lungaggine, ma questi 11 steps danno finalmente un senso alla mia vita...): “Volontariato”. Parafrasando, il significato del passo è: se proprio non sai cosa fare, se proprio non riesci a combinare niente, se proprio non sai di che vivere, datti al volontariato! Perché? Ma come!, la ragione sta nel secondo punto: perché in questo modo allarghi le tue referenze. Chi se ne frega dei disabili, degli anziani, o degli altri disperati che ti capita d'aiutare! Il tuo gesto è solo ipocritamente gratuito: fai conoscenze, accresci il tuo cerchio di contatti (ramazza una tipa, sembra suggerire in aggiunta...), anche con qualcosa di sostanzialmente inutile come il volontariato. Per ora, lo ammetto, questo è il punto che mi ha convinto di più.

Il quarto punto può essere interpretato così: datti un tono (in inglese è più roboante: “Develop your personal elevator pitch”). Perché darsi un tono? Beh, perché quando il selezionatore, al momento del colloquio, dice: “Mi racconti qualcosa di lei”, non devi apparire più fesso di quel che sei rimanendo inebetito a bocca aperta, ma ti conviene avere una storia da raccontare, che sia semplicemente una favola: inizio idilliaco, momento di rottura e di tensione (l'attuale) e happy end (un futuro radioso e brillante). Per darti un tono, puoi incominciare così: once upon a time....

Il quinto punto è un corollario al quarto, perché suggerisce di “prepararsi a un'intervista comportamentale: qui devi dimostrare di essere il frutto più alto dell'evoluzione della specie, il non plus ultra del finalismo cosmico, laddove tutto tende a te.

Il sesto punto fornisce la prova che il mondo farebbe davvero bene a collassare il 21 dicembre 2012. Infatti consiglia caldamente di pianificare ricerche sulla compagnia a cui intendi votare la tua vita e il tuo futuro: “non fare solo una ricerca via internet, ma memorizza la loro missione, fallo fino in fondo. Se è una compagnia di vendita al dettaglio, visita alcuni dei loro negozi, osserva i clienti e fa' un po' di conversazione. […] Famigliarizza con la storia della compagnia.” E via di seguito con amenità di questo tipo...

Il settimo punto suggerisce che il mondo non collasserà il 21 dicembre 2012: “Sistemati”, questo è il consiglio, cioè non fare il vagabondo, ma trovati una residenza fissa, che dia sicurezza al datore di lavoro, che dimostri la persistenza della tua testa sulle tue spalle. Altrimenti, se sei un maledetto fricchettone che ama i camper sporchi, gli spinelli e il disagio sociale, sii pronto a inventare qualche menzogna, del tipo: ora mi sono sistemato qui perché “questa regione ha il miglior sistema scolastico dell'intero continente, e ho una sorella che potrebbe trovare qui le cure per il cancro”, o ancora meglio, perché l'area “è all'avanguardia nell'innovazione per questo business e io voglio esserne parte!” (e chi se ne frega del cancro di mia sorella).

L'ottavo punto è un papiro interminabile dall'aria magistralmente professionale: “Fai una lista di abilità inerenti al lavoro che vorresti imparare”. Infatti devi impressionare il datore di lavoro, devi dimostrargli che quel lavoro per cui lotti è il tuo obiettivo esistenziale e che, ancora prima di essere assunto, già ti prodighi nel perfezionamento delle tue performance lavorative. Di seguito l'ottavo punto elenca una serie di skills che il candidato deve possedere, tra cui: abilità nello scovare informazioni rilevanti, pensiero logico, abilità tecnologica, efficacia comunicativa, predisposizione organizzativa, capacità di relazione interpersonale, potenziali di crescita professionale... (conoscenza delle armi di distruzione di massa, rudimenti di controspionaggio, contatti con cellule dormienti, ecc. ecc.).

Cold call” è l'intestazione del nono punto: chiamata a freddo. In breve, chiama un selettore del personale o una figura di questo tipo, meglio se di una compagnia a cui aspiri, e chiedi-senza-implorare se stanno assumendo. Se sì, vai all'attacco; se no, prendi appunti sulla tua conversazione telefonica e lavora sulla tua dizione, sulla scioltezza della tua parlantina e sul tono vocale più sbalorditivo che riesci a strappare dalle tue logore corde vocali... (roba da matti, da non crederci!).

Il decimo e l'undicesimo punto hanno il sapore di “morale provvisoria”, di “ripiego”, insomma puzzano un po' di sconfitta: “cambia la tue attitudine” e “trova il lavoro per le tue abilità”. Se ti presenti come un perdente, hai già perso, ti hanno già scartato: chi vorrebbe un perdente tra le proprie fila? No, cambia attitudine!, il segreto per vincere è credere e far credere di essere un vincente! Per giunta, se sei davvero un vincente, non devi caracollare da una proposta lavorativa a un'altra, elemosinando un posto di lavoro, trascinandoti a tutti i colloqui possibili, da quello per ricevere la ramazza di netturbino stagionale a quello per diventare mega-direttore ultra-galattico, certo che no! Al contrario, devi catalogare i tuoi punti di forza e ricercare la mansione in cui eccelli!
Ecco, alla fine sto dalla parte degli 11 steps, perché sono passi senza senso, quindi inconfutabili, soprattutto se presi nel loro complesso. Per questa ragione ora ai 1.100 “Like” si è sommato anche il mio... 

Vi lascio con questo:

 

Tommaso Scappini