Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: mercoledì, 25 luglio 2012 - 17:25:35

Sportello Candidati

COME AFFRONTARE UN COLLOQUIO DI LAVORO?
Motivazione, Consapevolezza e Determinazione


Di solito, in vista di un colloquio di lavoro, l'emozione prevalente è l'ansia seguita dallo stress e dal timore di non essere assunti. Bene, in fondo il colloquio di selezione è un'opportunità che vi consente di mettervi in gioco, di riflettere su di voi e sul lavoro che desiderate svolgere. Certo, nella società di oggi, verrebbe da dire che più che ragionare sull'impiego ideale, siamo più che disponibili a considerare qualsiasi posticino di lavoro, anche il meno gratificante, purché sia fonte di guadagno!
Ecco, forse questo modo di pensare, a cui la situazione attuale ci ha abituati, costituisce un aspetto che porta a sminuire il colloquio di lavoro, in quanto una persona, il più delle volte, ne sostiene anche più di uno per disperazione, e non per il piacere di raccontarsi e di lottare per il lavoro tanto voluto. A mio parere, il fatto di “accontentarsi” di qualsiasi lavoretto porta la persona a considerare con superficialità l'opportunità offerta dal colloquio di selezione: da un lato c'è il desiderio di essere presi, di essere scelti tra i tanti; dall'altra parte, in caso di non assunzione, c'è la tentazione di dirsi “Massì...tanto non era il lavoro che avrei voluto fare davvero”. Questo conduce alla rassegnazione e alla scelta di inviare curricula a destra e a manca, senza nemmeno riflettere su quello che si sta facendo. Il rischio è quello di far diventare la ricerca del lavoro una sorta di automatismo, di meccanismo per cui “io invio il mio curriculum, spero di essere chiamato, e se non mi assumono...pazienza...invierò altri curricula”. La fase del colloquio di selezione non viene quasi mai presa realmente in considerazione, ci si concentra maggiormente sulla ricerca del posto di lavoro, sull'invio del curriculum e sull'eventuale ricerca di un posto alternativo. Bisognerebbe allora spostare il focus e riconoscere l'effettivo valore del colloquio, anche se, purtroppo, quello per cui ci candidiamo non costituisce esattamente la nostra ambizione. E' utile, secondo me, investire su questo aspetto, perché è proprio attraverso il colloquio che potete dare il meglio di voi, presentarvi e raccontarvi per quello che siete, lottare per quel posto di lavoro e fare davvero centro!
Non basta il curriculum a convincere il selezionatore, oltre alla carta serve la vostra presenza, il vostro carisma e il vostro entusiasmo.
E' quindi importante evitare di assumere l'atteggiamento di chi si trova di fronte al selezionatore per caso, con la testa tra le nuvole; è pertanto più opportuno predisporsi con energia, determinazione e consapevolezza. Qualora l'impiego non fosse quello da voi ambito, potreste pensare: “Ok, non sarà il lavoro che desideravo sin da bambino, ma è pur sempre un lavoro, una possibilità di realizzazione e di guadagno, non solo materiale ma anche emozionale, per la quale vale la pena di lottare”. In quest'ottica ci si dovrebbe predisporre per affrontare il colloquio, con sicurezza e motivazione: due aspetti fondamentali per sostenerlo in modo efficace.
Non mi sono ancora presentata: sono Sara Uboldi, una laureanda in Scienze e Tecniche di Psicologia della Comunicazione. Attualmente sto svolgendo il tirocinio presso l'azienda privata Moonlab S.r.l. di Novara; tra le attività che ho in programma di svolgere rientra anche quella relativa alla simulazione dei colloqui di selezione, denominata “Sportello Candidati”.
L'intento è quello di consentirmi di fare esperienza, di allenarmi, di fare Coaching, per aiutarvi, con l'aiuto di esperti, a trasformare le vostre capacità, elevandole a livelli di apprendimento e performance superiori. Il ruolo del Coach è infatti quello di “allenare e potenziare”, ponendosi come ascoltatore attivo e guida verso il raggiungimento di traguardi ambiziosi.
Grazie a questa iniziativa, ho la possibilità di esercitarmi nel progettare e nel condurre un colloquio di selezione, con l'ausilio del tester per il rilevamento del biofeedback - parametri fisiologici quali: frequenza cardiaca, sudorazione, respirazione - , che permette di confrontare i dati oggettivi dello strumento con le valutazioni soggettive dello psicologo. Il vantaggio che potete ricavare consiste nel portare a casa consigli, suggerimenti e critiche relative al vostro curriculum e all'approccio al colloquio stesso. Avrete quindi modo di sviluppare le vostre capacità e di potenziare  le conoscenze apprese,  in modo da poterle applicare con successo nell'attività professionale futura.
Sì...sono una studentessa, quindi vi domanderete quali consigli potrò darvi...in effetti non ho molta esperienza a riguardo, tuttavia cercherò di mettervi a disposizione tutte le mie conoscenze e, confrontandomi con gli esperti che mi seguono nel tirocinio, riusciremo a darvi buoni suggerimenti per potenziare il vostro approccio al colloquio e migliorare la qualità del vostro curriculum. Questa esperienza ci consente di allenarci, insieme, di criticarci a vicenda, di imparare gli uni dagli altri, perché è un Coaching vero e  proprio.
Generalmente ci si aspettano tre tipi di selezionatori:

  • il “bastardo
  • la psicologa “strizzacervelli
  • una giovane “inesperta”

Ecco, sento di rientrare un po' nella seconda categoria e un po' nella terza: spero che la miscela sia positiva ed efficace! Alla fine è un'esperienza nuova anche per me, e sono certa che, con il vostro aiuto e con la vostra collaborazione, potrò imparare molto.

Nel mio piccolo, e con il grande sostegno delle persone con cui collaboro, ci daremo una mano a vicenda per migliorare insieme, perché è grazie all'allenamento che si costruisce l'approccio vincente!

Ti aspetto dunque: troverai tutti i dettagli per partecipare gratuitamente a questa pagina.