Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: mercoledì, 8 agosto 2012 - 16:13:10

Quanto è importante la lettera di presentazione?

Tutti coloro che si occupano di temi inerenti alla ricerca del lavoro sottolineano l’importanza della lettera di presentazione. Io personalmente la ritengo una sciocchezza, ma chissà forse mi sbaglio… che dite?
Infatti, se si risponde ad un annuncio già formulato e impacchetto per bene, con tutti i requisiti richiesti, per quale motivo oltre al C.V. che già dice tutto sulla mia formazione, esperienze precedenti, competenze aggiuntive e parallele, nonché sul mio indirizzo, numero di telefono, stato civile, ecc., io devo ripetermi in una lettera di presentazione? Cosa potrei dire di più o meglio di ciò che ho già scritto nel C.V.?

Si dice che i selezionatori a un certo punto si inventarono la lettera di presentazione perché sommersi da decine e decine di curriculum e quindi impossibilitati a leggerli tutti e integralmente. Quindi il candidato nella lettera di presentazione dovrebbe fare una sintesi del curriculum. Ma vi sembra possibile?
Si dice anche che la lettera di presentazione è come un biglietto da visita e dovrebbe essere scritta in modo da attirare l’attenzione e invogliare il selezionatore a visionare il C.V.
Ma questa mi sembra una grande ipocrisia e in definitiva un’arma a doppio taglio. Per attirare l’attenzione di qualcuno e soprattutto per stimolarlo a conoscerci meglio occorre sapere qualcosa di questo qualcuno, bisognerebbe conoscere un minimo i suoi gusti e il suo carattere per poter puntare sui suoi “punti deboli” e farlo capitolare. Ma cosa possiamo sapere noi del signor xyz dell’azienda xyz?
Si finisce per sparare a caso, o meglio, si finisce per dire cose scontate e banali, che meglio sarebbe per tutti leggersi direttamente il C.V., sul quale è riportato tutto ciò che il nostro selezionatore potrebbe essere interessato a sapere.
Lo stesso disperato tentativo di quei volonterosi candidati che si lanciano in una scrittura creativa è destinato a fallire o comunque ad essere un’arma a doppio taglio.
Infatti, cosa succederebbe se malauguratamente scriveste una lettera con un tono ironico o troppo colloquiale e finisse nelle mani di un tipo che non ha alcuna voglia di scherzare e che magari quella mattina si è pure alzato con il piede sbagliato? Sareste stroncati sul nascere.
E cosa succederebbe se invece sceglieste di usare un tono aulico e ampolloso e guarda caso il selezionatore è un artista mancato che fa quel lavoro semplicemente per portare a casa i soldi? Di certo gli risulterete noioso e verreste scartati.

Insomma, questo per esprimere le mie ragioni sulla inutilità e “pericolosità” della lettera di presentazione. Certo, poi capisco che si è obbligati a scriverla, perché, come ho detto all’inizio, i selezionatori pigri non hanno tempo (sarà una scusa?) e voglia di leggere i curriculum che ricevono.

Al contrario, invece, la lettera è necessaria qualora siate voi a candidarvi direttamente per un posto di lavoro in una determinata azienda. In tal caso nessuno vi ha chiesto nulla, siete voi che vi proponete e che vi dovete vendere e come avviene in tutte le proposte-vendite allora sì che dovete sfoderare le vostre migliori arti creative.

 

Elisa Sanacore