Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: venerdì, 23 novembre 2012 - 09:09:42

Le scelte difficili

La complessa situazione economica nella quale ci troviamo a vivere impone delle scelte difficili.


Per fare alcuni esempi: l’Iva di Taranto ci mette di fronte alla scelta lavoro-salute; la Fiat alla scelta lavoro-diritti sul lavoro; i Comuni devono scegliere tra il servizio bus per i bambini o l’assistenza domiciliare per gli anziani; una famiglia povera deve scegliere se pagare in tempo le bollette o se fare la spesa per i figli; i giovani di molte famiglie devono scegliere se andare all’università o no, per una questione economica visto che le tasse universitarie (e tutto il resto, libri, viaggio, casa, ecc.) sono troppo alte per una famiglia normale, ecc.


Insomma, come potete vedere le scelte difficili non sono quelle tra bene e male (per i quali è anche abbastanza facile scegliere), ma tra un bene e un altro bene, tra un bene e ciò che è meglio o più opportuno in questo momento.


Scelte difficili che purtroppo hanno come criterio guida non più una dimensione valoriale o ideale, ma unicamente una dimensione economica. Cioè, si sceglie in base a quanto costa una determinata scelta, a quanto ci viene a costare e se possiamo permettercela.


Purtroppo abbiamo perso i valori di fondo, poiché non si sceglie più in base al valore, ma in base all’utilità.


In questo modo la vita perde la dimensione progettuale e si restringe in un presente soffocante. Un presente che ci costringe ad avere una visione corta, un orizzonte limitato; pochissimi si azzardano a fare progetti a lungo termine, pochi li fanno a medio termine.


E così, tutti noi, che siamo la maggioranza, siamo costretti a vivere alla giornata, a fare la scelta più conveniente nell’immediato, perché del doman non v’è certezza… solo che la parte iniziale del Canto di Lorenzo de’ Medici: Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia …. ormai, si applica a pochi.


La giovinezza è bella, ma sfugge e sembra non essere possibile oggi, nemmeno per un giovane, essere lieto. Come mai? Perché non abbiamo più certezze per il futuro e al contrario di ciò che avveniva in un mondo chiuso, statico e protetto, nel quale il nostro Magnifico proclamava i suoi versi, oggi, nel mondo globale, dinamico e senza protezioni di sorta, godere del presente senza la certezza di un futuro sembra sia diventato impossibile.


Mancando una visione per il futuro, il presente perde di senso. E poiché il senso delle cose è legato al valore delle cose, ecco che tutto torna… nessun futuro, nessun valore, nessun senso.


E allora le scelte si fanno difficili quando si è privi di valori e di senso. Cosa è meglio o cosa è peggio lo stabilisce la visione proiettata in avanti, ma se questa visione non c’è il meglio e il peggio diventa contingente, casuale, banale.


E questo svuotamento della realtà degrada l’essere umano, lo trascina verso il basso, lo riporta in una condizione di sopravvivenza… prendiamo quello che c’è oggi, perché non sappiamo se domani ci sarà ancora; prendiamo per noi e la nostra famiglia e gli altri si arrangino… diventa la legge della jungla.


Questa è la situazione di fatto, valida per la maggioranza delle persone. E allora cosa si può fare per uscire da questa situazione? Non ho ricette, nessuno ha ricette definitive e rivoluzionarie. Si procede per tentativi, purtroppo, e ancora una volta siamo schiacciati nel presente, ma tentare di aprire un varco verso una visione del futuro è l’unica cosa che possiamo fare, con la consapevolezza che è piccola cosa, che non potremo cambiare il mondo, ma magari solo migliorare un poco la nostra vita personale e la vita delle persone care accanto a noi.


Sono tempi difficili e i bei discorsi non fanno più effetto, perché ciò che era bello (e che sarebbe ancora bello, come i bei discorsi) è stato distrutto dalla quantificazione della vita, dalla monetizzazione delle cose e delle persone, dall’aver messo al primo posto il prezzo e non il valore.


E allora, una scelta molto difficile è quella tra umanizzazione o disumanizzazione… dobbiamo sopravvivere nella jungla? Beh, cerchiamo almeno di mantenere un minimo di dignità umana e lottiamo per difenderla dagli avvoltoi che vorrebbero distruggerla del tutto.



Elisa Sanacore