Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: martedì, 18 dicembre 2012 - 09:50:12

Lavoro e differenze di genere, cosa fare?

E se fossero le donne la soluzione per far uscire l’Italia dalla crisi? Potrebbe sembrare un boutade, e invece l’ipotesi ha delle fondamenta. Lo afferma infatti l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nell’ultimo rapporto presentato in questi giorni sulla disparità nel mondo del lavoro fra uomini e donne: una maggiore presenza femminile nel mercato del lavoro permetterebbe di aumentare il prodotto interno lordo dell’Italia dell’1% all’anno. Buttiamolo via in un periodo difficile come questo…

In Italia è ancora molto alta la disparità di genere nel mercato del lavoro: su 34 Paesi che fanno parte dell’Ocse e che sono stati presi in esame, ci piazziamo al 32° posto nella classifica delle presenze, il 51% contro il 65% della media. Dietro di noi solo Turchia e Messico.

Le donne ottengono migliori risultati negli studi rispetto agli uomini e hanno un tasso di scolarità elevato (lo dicono le statistiche). A parità di lavoro guadagnano però di meno (anche qui lo dicono i numeri). Sono inoltre più penalizzate quando si tratta di entrare o rientrare nel mercato del lavoro: a colloqui chiedono anche se si hanno figli e se si è intenzionate a farne.  E qui a seconda della risposta si rischia anche di perdere più punti che sulla patente per aver superato un limite di velocità.

O anche quando il lavoro c’è può capitare di essere licenziate perché in attesa di un bebé. Leggete la  storia di Cathy che ha deciso di far causa all’azienda ed ha ottenuto non solo il reintegro nel posto di lavoro, ma anche un considerevole risarcimento per discriminazione di genere.

Cosa si può fare per ridurre questo divario? In linea teorica lo sanno tutti, in pratica non riesce a farlo nessuno.

‘L’ostacolo’ per le donne è rappresentato dal fatto che sono loro ad occuparsi principalmente anche dei figli, della famiglia e anche delle necessità della rete famigliare.  Bisognerebbe migliorare le politiche per la famiglia e incentivare una maggiore partecipazione degli uomini al lavoro domestico. Così facendo, uomini e donne, quindi, “indipendentemente dallo status della famiglia o dal livello di reddito, dovrebbero trovare un equilibrio casa-lavoro soddisfacente” (lo dice l’Ocse) e anche l’economia ringrazierebbe.

Sabrina Maio