Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: giovedì, 17 gennaio 2013 - 10:40:52

La paura del futuro frena i nuovi potenziali liberi professionisti

Se andiamo avanti così, tra un po’ di anni non ci sarà il ricambio dei liberi professionisti, in particolare architetti, ingegneri, notai e commercialisti, perché stanno diminuendo drasticamente i giovani laureati che decidono di sostenere il necessario esame di Stato e ottenere l’abilitazione.

I dati del Ministero dell’Istruzione relativi agli esami di abilitazione parlano chiaro: nel 2011 ci sono stati solo 56mila nuovi professionisti (nel dato sono compresi 15mila avvocati e un migliaio di consulenti del lavoro), un calo del 22% dal 2007 al 2011. Il motivo? E’ diminuito il numero dei candidati. Chi potrebbe intraprendere questa strada oggi preferisce non rischiare, meglio il lavoro dipendente, per il quale non è necessario aver sostenuto l’esame, ci sono meno responsabilità e meno rischi. Non sembra infatti essere la difficoltà dell’esame di Stato a scoraggiare i giovani. Piuttosto la paura del cominciare una strada incerta in un periodo di crisi.

Il problema, anche in questo caso, è la mancanza di una visione a lungo termine. Un po’ come per i neodiplomati che decidono di non iscriversi e frequentare l’università, perché ‘tanto non dà lavoro’. Mettiamo da parte tutti i motivi di ordine economico, sociale e culturale che portano verso queste scelte. Rispettabilissimi e comprensibili. Quello che io personalmente non capisco è la rinuncia motivata da una paura per il ‘breve termine’.
Non ci si vuole impegnare e non si ha voglia di far fatica per raggiungere quest’obiettivo perché non si sa se in futuro ci saranno le stesse regole del gioco? Proprio perché il futuro non si sa, si preferisce avere un pezzo in meno, che scegliere di avere quella carta in più… 

Tornando alle libere professioni, qualcuno dirà “è ora di renderle davvero libere, basta con gli ordini”. L’hanno pensato anche i nostri governanti, che poco tempo fa avevano deciso di abolirli e rendere ‘libere’ le professioni. Ci sono state così tante proteste che si era arrivati al compromesso di salvare quelle che prevedevano un esame di Stato. E ad oggi poco o nulla è cambiato rispetto a prima. 

Ma gli ordini professionali sono un male? No. Certificano che gli iscritti hanno tutti i requisiti necessari per garantire al meglio lo svolgimento della professione. Gli esami d’abilitazione professionale ci sono a tutti i livelli: per fare il notaio come per l’autotrasportatore o per installare caldaie. In questo caso non sono iscritti ad un ‘ordine’ ma ad un Albo. Cambia la forma ma non la sostanza.     

Sabrina Maio