Professione Candidato

Il "mestiere" di cercare lavoro

Scritto il: martedì, 24 marzo 2015 - 15:15:36

Dress code: gonna o pantalone?

Avevamo già affrontato questo argomento nel passato.. ma dalle email dei lettori e lettrici pare che questo dubbio rimanga sempre in voga! E quindi lo rivisitiamo in questo articolo.

Avevamo parlato della cravatta, come accessorio maschile da utilizzare o meno in un colloquio di lavoro
Oggi parliamo di un abbigliamento femminile, o meglio, della scelta tra due tipi di abbigliamento, la gonna o il pantalone.

Per far questo voglio partire da uno scambio di messaggi che ho trovato nel Forum di DonnaLibera avvenuto a seguito di questa domanda specifica: “A un colloquio di lavoro per un posto di impiegata, secondo voi è meglio presentarsi in gonna o in pantaloni”?
Riporto qui le risposte, evidenziando alcune parole chiavi:

1) un datore di lavoro serio dovrebbe guardare su altro che sulle gambe, vestite o no. Se il fatto che ti sei vestita in gonna invece che con pantaloni influisce sul esito del colloquio allora il posto sarebbe da rifiutare... Da evitare casomai che ti vesti troppo sexy, il datore di lavoro potrebbe pensare che non hai altro da offrire... Vestiti normalmente, leggermente elegante, gonna o pantaloni, non importa.
2) generalmente proprio per evitare ogni dubbio sarebbero probabilmente da preferire i pantaloni
3) va bene anche la gonna purché non sia troppo corta.
4) un tocco erotico non guasta neppure al colloquio se non mette in imbarazzo il selezionatore. Basta che tu abbia le carte in regola nelle discipline principali
5) chiaro che se ti vesti in modo provocante solo per passare il colloquio questa è un'altra cosa... secondo me basta essere eleganti ma con un tocco di sobrietà!

Quindi, stando alle opinioni personali di alcune donne, che secondo me sono espressione di una “saggezza popolare”, possiamo concludere che i pantaloni sono più neutrali e meno compromettenti della gonna.

La gonna ha in sé un’ambiguità di fondo che poco aiuta la donna in un colloquio di lavoro. Proprio in quanto abbigliamento femminile per eccellenza esso punta l’attenzione più sull’essere donna che sull’essere candidata per un impiego.

La posizione di una candidata donna rispetto al selezionatore è più complessa di quella di un candidato uomo. Sia che il selezionatore sia uomo o donna, il problema continua a sussistere. Infatti, se è uomo essa diventa una sorta di “preda”, se è donna essa diventa una sorta di “rivale”. In entrambi i casi è spacciata e la gonna contribuisce a rendere la situazione “pericolosa”.

Il pantalone sembra quindi essere la soluzione migliore per limitare alcuni pericoli di “genere”, poiché una donna in pantaloni risulta meno aggressiva ad un uomo rispetto ad donna in gonna (o addirittura in minigonna e con tacco alto) e, viceversa, una donna non troppo aggressiva nel look permette ad una selezionatrice donna di essere più rilassata e di non “sentire” l’altra come una minaccia (perché sappiamo che le donne fanno sempre i confronti tra loro).

In definitiva, gli elementi importanti sembrano essere questi: avere le carte in regola (cioè essere preparate e competenti), essere eleganti, ma con sobrietà. Oltre questo io aggiungerei anche un pizzico di fortuna.

a.M. e e.S.